L’attacco al monumento Cimarelli dello scorso settembre è stato un atto vandalico che ha scosso molto la cittadinanza. Dopo lo sdegno della famiglia del partigiano ternano e di alcune forze politiche locali era scattata la denuncia della sezione provinciale dell’Anpi di Terni. Venerdì mattina alcuni volontari di Sentieri partigiani si sono recati sul posto e hanno operato per un restyling della zona: «Confidiamo – si legge in un post dell’associazione –  in una futura maggiore attenzione da parte dei frequentatori della montagna, ricordiamo che è necessario portare rispetto a chi in quel luogo ha sacrificato la propria vita per la libertà di tutti». Vandali non sono a Torre Maggiore, nei giorni scorsi è stata imbrattata anche la targa dedicata a Raoul Angelini, l’associazione partigiani: «Tutelare l’immagine e la convivenza civile in città».
Sentieri partigiani Restyling dell’area a Torre Maggiore di Cesi: «Comunichiamo  – così Sentieri partigiani in un post – che venerdì mattina con le compagne e i compagni di Terni siamo saliti al monumento in memoria del comandante partigiano Germinal Cimarelli per riposizionare il cartello tricolore delle Brigate Garibaldi danneggiato nel recente atto vandalico, contestualmente è stato ripulito tutto il prato circostante e tagliata l’erba, si è anche intervenuti in prossimità dell’isola ecologica che versava in pessime condizioni, tutti i rifiuti sparsi sono stati recuperati». Un’azione di qualche volontario che auspica di non dover più intervenire nella zona per altri atti vadalici e che i frequentatori abbiano cura del luogo.
Anpi Terni I recenti atti di vandalismo preoccupano l’associazione partigiani che torna sull’argomento: «Il comitato provincale dell’Anpi di Terni, riunito per aprire la fase congressuale nazionale e approvare il percorso e i relativi regolamenti, ritiene di dover denunciare una situazione diventata ormai insopportabile da parte delle istituzioni locali in relazione agli ultimi avvenimenti accaduti nella nostra città. Lo sfregio – si legge in una nota dell’associazione – arrecato alla lapide che commemora il sacrificio dell’eroico carabiniere partigiano Raoul Angelini che segue di pochi giorni la devastazione del monumento in memoria del partigiano medaglia d’oro al valore della resistenza Germinal Cimarelli coincide con una fase della vita del paese in cui forze scopertamente fasciste portano il loro attacco verbale e perfino fisico, con una organizzazione di tipo paramilitare, alle sedi delle massime istituzioni dello stato e arrivano a invadere e vandalizzare la sede nazionale della Cgil nazionale. Non si tratta, come qualcuno vorrebbe far credere, di pochi facinorosi nostalgici ma di un attacco scoperto e brutale alle istituzioni democratiche nate dalla resistenza». Anpi punta i fari verso l’amministrazione locale: «In questo quadro non una voce di condanna, e nemmeno di presa di distanza, si è levata da parte dell’amministrazione comunale e dalle forze politiche che governano la città di Terni e la Regione Umbria. Lo consideriamo un fatto gravissimo, un segno di irresponsabilità inaccettabile, che cela la volontà, temiamo, di salvaguardare un bacino di consensi neri utile all’occorrenza. Il comitato provinciale dell’Anpi si augura che questo insopportabile andazzo abbia finalmente fine e sia tutelata l’immagine e la convivenza civile di una città e di una regione che alla dittatura e alla guerra fascista e alla liberazione dall’oppressione hanno pagato un pesante tributo di sacrificio e di sangue». Nella nota l’associazione esprime la profonda solidarietà all’arma dei carabinieri e all’associazione nazionale Carabinieri di Terni.

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