I tronchi tagliati

Il progetto parla di ‘diradamento’, ma per loro è in corso una «vera e propria devastazione». Italia Nostra, Wwf e il comitato per l’ambiente della Valnerina scendono in campo a difesa delle ‘pinete di Polino’ e chiedono di «fermare il taglio indiscriminato».

Allarme «La comunità montana – spiegano le associazioni – da anni sta operando tagli di cui ci chiediamo l’opportunità. Chi passa dalle parti di Polino e del ‘Salto del cieco’ per un’escursione o una gita fuori porta, non può fare a meno di notare la situazione disastrosa in cui versano le pinete della zona».

Le domande Wwf, Italia nostra e comitato Valnerina pongono alcune domande, lasciando intuire le risposte: «Un cartello presente sopra la fontana di Acquaviva parla di ‘diradamento’ della pineta, per favorire la ricrescita delle specie autoctone. Ma tutto – chiedono – ciò non dovrebbe essere condotto solo nel momento in cui, nel sottobosco, vi siano essenze in crescita?».

Paesaggio e rischi «È lecito che la montagna venga ‘scorticata’ da ampi stradoni scavati per il trasporto dei tronchi? Interventi che – osservano le associazioni – deturpano il paesaggio e sembrano aumentare il rischio di dissesto idrogeologico. Inoltre, perché i tronchi abbattuti vengono lasciati da mesi ai margini delle pinete o addirittura bruciati?».

Riflessione Da qui la richiesta di interrompere il taglio, «anche in considerazione dei numerosi incendi degli ultimi anni che hanno distrutto ettari di aree boscate». L’auspicio è che si faccia il possibile «per evitare che la pineta di Polino si trasformi in una landa rocciosa e desolata». Il monito è chiaro: «Le nostre segnalazioni sono state inoltrate anche alla Forestale e ci aspettiamo un intervento chiaro e rapido, nel segno della tutela ambientale».

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