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venerdì 7 maggio - Aggiornato alle 21:50

Vaccini, cambio di passo su 70enni e fragili. E ora AstraZeneca anche agli 80enni

Sabato record con 7.200 dosi iniettate. Scatta ordinanza Figliuolo: stop a prof e forze dell’ordine Tutti i numeri da qui a fine aprile

©Fabrizio Troccoli

di Iv. Por.

La Regione ufficializza l’adozione della nuova ordinanza del generale Figliuolo. Da lunedì, dunque, si potranno prenotare solo over 80, soggetti fragili, 70enni a cui seguiranno i 60enni. Come ricostruito da Umbria24 si tratta di 160 mila persone non ancora raggiunte. E la novità è che mentre per i fragili si userà vaccino Pfizer, per tutti gli altri sopra i 60 anni si vaccinerà con AstraZeneca, compresi ultra 80enni come già fanno da tempo Veneto e altre regioni e come il nostro giornale prospettava come una strada ragionevole per accelerare.

Cambio di passo Ma un primo effetto già si vede con il cambio di ritmo nelle vaccinazioni. Stando ai numeri ufficiali del ministero, sabato in Umbria sono state iniettate 7.247 dosi di cui 7.156 prime e solo 91 seconde dosi. E domenica altre duemila ma il dato è ancora provvisorio. L’accelerazione è frutto dell’impegno dei medici di famiglia, coi quali la Regione è stata protagonista di uno scontro negli ultimi giorni. Tra sabato e domenica, infatti, sono raddoppiati i 70enni raggiunti da prima dose, passando da poco più di 7 mila a 14.501. Ma molti di loro erano anche fragili in quanto solo 3 mila circa sono state le dosi AstraZeneca consumate, agli altri è stato somministrato Pfizer o Moderna. Tra sabato e domenica iniettate anche 700 dosi a ultra 80enni, una ottantina a personale sanitario e 50 a personale scolastico.

ANZIANI E FRAGILI: QUANTI NE RESTANO E I TEMPI

Da lunedì nuove regole In una nota, D’Angelo spiega che, a partire da lunedì 12, saranno abilitati alla prenotazione per la prima dose sul portale regionale solo le seguenti categorie: Over 80; estremamente vulnerabili per patologia e per grave disabilità; familiari conviventi di estremamente vulnerabili per patologia maggiori di 16 anni, (solo le condizioni con asterisco nelle tabelle ministeriali); genitori, tutori e affidatari di estremamente vulnerabili per patologia minori di 16 anni; familiari conviventi e caregiver di estremamente vulnerabili per grave disabilità art. 3 comma 3 legge 104/1992; persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni, che restano in capo ai medici di medicina generale e, a seguire, quelle di età compresa tra i 60 e i 69 anni; operatori sanitari e socio-sanitari ancora non vaccinati e tutti coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private.

VACCINI: TUTTI I NUMERI GIORNO PER GIORNO

AstraZeneca agli anziani non fragili «Tutte queste categorie – spiega il commissario D’Angelo – saranno abilitate alla prenotazione per la prima dose con vaccino Pfizer per gli estremamente vulnerabili indipendente dall’età, così come saranno anche vaccinati con Pfizer i cittadini under 60 (dalla coorte 1961 alle coorti successive) indipendentemente dalla categoria di appartenenza. I soggetti over 60 (dalla corte 1960 alle coorti precedenti) indipendentemente dalla categoria di appartenenza saranno vaccinati con Vaxzevria, precedentemente denominato AstraZeneca».

Gli altri aspetteranno per età D’Angelo ha spiegato che «tutte le altre categorie abilitate precedentemente saranno disabilitate alla prenotazione della prima dose, mentre, sempre per queste categorie, va garantita la seconda dose. Tutti coloro che non hanno ancora avviato il ciclo vaccinale con la prima dose – ha concluso D’Angelo – lo faranno nell’ambito del reclutamento per fasce di età con il resto della popolazione». L’ordinanza è stata trasmessa anche alle Forze dell’Ordine, agli Istituti Penitenziari, all’Università, all’Ufficio Scolastico Regionale, alla Protezione Civile che avevano avviato il ciclo vaccinale per i propri operatori e ai quali, nel rispetto dell’ordinanza stessa, si garantisce al momento solo la seconda dose già programmata e non si potranno più programmare prime dosi salvo per i soggetti che rientrano nelle condizioni di estremamente vulnerabili secondo le categorie stabilite a livello nazionale.

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