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giovedì 19 maggio - Aggiornato alle 08:27

Vaccini, perché si parte dal 1940 e i primi 14 punti individuati. Regione valuta acquisti in proprio

Dal 25 aperte le prenotazioni per tutti gli over 80. Quasi pronto l’accordo coi medici di famiglia che vaccineranno a domicilio i più fragili

Un infermiere mentre prepara una dose (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Perché le vaccinazioni per gli ultra 80enni iniziano da chi è nato nel 1940 o, al massimo, nel gennaio 1941? Dopo la comunicazione di mercoledì della Regione sull’avvio, da lunedì 15, della somministrazione delle dosi, sono in molti in queste ore a farsi la domanda. Una risposta l’hanno data i vertici della sanità regionale nel corso dell’appuntamento settimanale con la stampa in cui viene fatto il punto sui diversi fronti aperti dell’emergenza sanitaria. «Abbiamo deciso di iniziare con loro – spiega il commissario per l’emergenza Massimo D’Angelo – perché sono quelli che possono accedere ai punti vaccinali: si tratta dei cittadini maggiormente mobili e di conseguenza più a rischio contagio».

LA MAPPA DEI PRIMI 14 PUNTI INDIVIDUATI

Prenotazioni Da venerdì saranno aperte le prenotazioni per questa prima tranche di 8.700 persone (oltre che per odontoiatri, farmacisti e medici libero professionisti) attraverso il portale dedicato, tramite il numero verde 800192835 oppure nelle farmacie (in caso il sito andasse in tilt per il sovraccarico viene consigliato di telefonare al numero dedicato o di andare in una farmacia). Dal 25 febbraio invece partiranno le prenotazioni per gli 89 mila over 80 e ulteriori rassicurazioni sono arrivate a proposito di quelle persone, le più fragili, che per diversi motivi non possono muoversi. A loro il vaccino Moderna (lo Pfizer, con tutte le difficoltà logistiche, è riservato a chi si recherà nei 14 punti vaccinali individuati), sarà somministrato a domicilio.

SOS DALL’UMBRIA: BANDO PER TROVARE 500 SANITARI

Accordo coi medici Giovedì sono andati avanti i lavori tra Regione e medici di famiglia per chiudere quanto prima l’accordo. L’assessore alla Sanità Luca Coletto e il direttore Claudio Dario hanno spiegato che la firma dovrebbe arrivare a breve: «I medici – ha sottolineato Coletto – sono pronti a partire subito». «Abbiamo parlato degli aspetti organizzativi e logistici – ha detto Dario – e ci siamo aggiornati a domani per proseguire il confronto. La loro posizione comunque è riassumibile così: dateci i vaccini e poi ci pensiamo noi». Il problema è capire quante dosi l’Umbria avrà a disposizione: rispondendo alle domande dei giornalisti D’Angelo ha spiegato che al momento ce ne sono 9 mila di Pfizer per gli ultra 80enni e 3 mila di Moderna per le vaccinazioni a domicilio; oltre a queste, ci sono le quasi 2 mila di AstraZeneca arrivate nelle scorse ore e dedicate alle fasce d’età fra i 18 e i 55 anni.

IL BOLLETTINO E L’ANDAMENTO DELL’EPIDEMIA IN UMBRIA

Acquisti Proprio riguardo a quest’ultimo prodotto, in seguito alle sollecitazioni arrivate dagli insegnanti D’Angelo ha precisato che al momento una data di partenza non c’è e che sono in corso le valutazioni fra Regioni, Aifa e Ministero della salute sull’utilizzo di questo vaccino. Nel complesso, «ci sarà una nuova pianificazione da parte della struttura del commissario Arcuri e lavoreremo sulla base di quante dosi avremo». «Il problema – ha aggiunto Coletto – è che ci sono pochi vaccini, quindi c’è grande difficoltà. Voglio però rassicurare che le squadre vaccinali ci sono e sono pronte. Noi siamo pronti». La Regione ha chiesto 50 mila dosi in più ma al momento su questo punto non ci sono risposte e così, come fatto da altre regioni, l’Umbria potrebbe valutare anche di percorrere una strada tutta in salita come quella degli acquisti in proprio: «Potrebbe essere una soluzione – ha detto l’assessore – ma dobbiamo vedere cosa il mercato ci offre» (una sollecitazione su questo fronte è arrivata dal dem Michele Bettarelli, che ha presentato una interrogazione urgente).

Gli over 80 A proposito delle scelte della Regione sui nati nel 1940, un gruppo di ultra 80enni in una lettera inviata al ministro Roberto Speranza, alla presidente della Regione Donatella Tesei e a quello dell’assemblea Marco Squarta, parlano di «lesione dei diritti dei cittadini più deboli». «Una corretta valutazione sia sotto il profilo etico che giuridico – scrivono – avrebbe imposto di partire proprio dai più anziani, per poi passare, in maniere decrescente verso la altre annualità. La scelta del 1940 appare uno spartiacque che lascia perplessi, come sopra detto, in primis dal punto di vista etico quasi a lasciare volutamente indietro, in una situazione di contingenza, proprio i più deboli».

Le opposizioni A farsi sentire sono anche i gruppi di opposizione in consiglio regionale, che chiedono «come mai la giunta regionale abbia scelto di avviare le prenotazioni in grave ritardo rispetto alle altre Regioni. In Umbria – osservano – soltanto i nati nel 1940/41 potranno prenotare il vaccino a cominciare dal 12 febbraio, prenotazioni che erano state annunciate per la settimana precedente. Questo succede nella nostra regione mentre altrove hanno già cominciato le somministrazioni». «Molto grave – continuano – che la Giunta abbia ammesso, candidamente, che questa scelta derivi dalla mancata costituzione dei team per le vaccinazioni a domicilio».

Twitter @DanieleBovi

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