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mercoledì 16 giugno - Aggiornato alle 01:00

Vaccini, Figliuolo striglia le regioni sui 50enni. Umbria: «Prenotazioni da metà maggio»

Il commissario D’Angeo: «Rivedremo le agende per far partire anche i 60enni». Cgil: «Ritardi anche per i 70enni»

©Fabrizio Troccoli

Giovedì giornata record per le vaccinazioni in Umbria, con quasi 9 mila inoculazioni. Ma l’Umbria resta indietro, rispetto ad altre regioni sulle prenotazioni dei 60enni e anche dei 50enni. Proprio su questa classe si età il generale Figliuolo ha annunciato che dal 10 maggio verranno aperte le prenotazioni, ma non tutti sono pronti.

Via a metà maggio La Regione Umbria, in una nota fa sapere che sta riorganizzando la programmazione delle agende vaccinali sulla base degli approvvigionamenti previsti, «in modo da iniziare anche la prenotazione degli over 50 da metà maggio e l’inizio delle vaccinazioni dai primi di giugno». Il commissario per l’emergenza covid in Umbria, Massimo D’Angelo, sottolinea poi che, come annunciato ieri, è «in corso un intervento di programmazione per garantire anche la pianificazione e la vaccinazione dei soggetti di età compresa tra i 69 e 60 anni e dei fragili appartenenti alle categorie 3 e 4 delle tabelle ministeriali, ai quali sarà somministrato una tipologia di vaccino differente da quello indicato per i cinquantenni e over 50». Ulteriori dettagli sulla rimodulazione della campagna vaccinale saranno forniti in maniera puntuale – viene fatto sapere – a partire dalla prossima settimana.

Cgil: «Basta ritardi» Intanto lo Spi Cgil lamenta i ritardi dell’Umbria: «Mentre il generale Figliuolo ha annunciato a reti unificate la imminente vaccinazione degli ultra 50enni, siamo costretti a far notare che a Perugia, non sono ancora nemmeno in programma, in molti casi, le vaccinazioni degli ultra 70enni, per non parlare poi dei 60enni», affermano Mario Bravi, segretario generale dello Spi Cgil di Perugia, e Luciano Campani, segretario della Lega Spi Cgil di Perugia-Corciano-Torgiano. Nel distretto sanitario di Perugia, che comprende anche i comuni di Corciano e di Deruta e che sfiora complessivamente i 200 mila abitanti, secondo i dati ufficiali relativi al 6 maggio, discreta è la situazione degli ultra 80enni. Su un totale di 17.812 persone in questa fascia d’età – riferisce lo Spi Cgil – hanno infatti ricevuto almeno una dose 12.275, ma resta ancora da completare un lavoro che riguarda migliaia di persone. Pesante e molto critica è invece la situazione relativa alla fascia 70-79 anni: «Infatti – affermano Bravi e Campani – su un totale di 20.381 persone presenti in questa fascia d’età, hanno completato il ciclo solo in 2.183 (meno del 10%) e 8.873 settantenni hanno ricevuto una dose (ovvero il 43% del totale, quota consistentemente più bassa della media nazionale che è pari al 54%)». «Pertanto – continuano i sindacalisti dello Spi Cgil – invitiamo la Regione a superare i rilevanti ritardi accumulati, per evitare che una ripresa eventuale dei contagi nella fasce giovanili, ipotesi da scongiurare, colpisca un’altra volta i tanti anziani ancora non coperti dal vaccino. È tempo di passare dalla propaganda ai fati concreti».

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