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giovedì 27 gennaio - Aggiornato alle 05:22

Vaccini, anche cento km per fare la terza dose: protestano i sindaci. A Terni lunghe file per i tamponi

Secondi di Città di Castello e Sisti di Spoleto chiedono di riorganizzare rapidamente gli hub per evitare pellegrinaggi e difficoltà

di Marta Rosati e Chiara Fabrizi

Anche cento chilometri per fare la terza dose e sindaci di Città di Castello e Spoleto sul piede di guerra. Ancora difficoltà per la prenotazione dei vaccini dopo che la scorsa settimane erano già emerse criticità, quando il sito della Regione non consentiva agli utenti di fissare un appuntamento, ma nonostante le rassicurazioni dell’assessore Luca Coletto sull’apertura delle agende degli hub vaccinali le segnalazioni a Umbria24 continuano a moltiplicarsi.

“Pellegrinaggi” per terza dose «Per ben due volte non sono riuscito a prenotare la terza dose a Terni, con il portale che mi ha proposto gli hub di Orvieto Scalo, Fabro, Passignano sul Trasimeno, Norcia e Marsciano. Una domanda: ma che fine ha fatto quello di Terni? Non siamo nei primi giorni dell’emergenza». A parlare è il presidente dell’associazione Enrico Berlinguer, Giocondo Talamonti, ma i suoi interrogativi sono gli stessi che i cittadini sottopongono ai sindaci che iniziano ad alzare la voce.

Sindaco di Castello «Chiediamo che Regione e Usl Umbria 1 ripristinino la piena operatività dei centri vaccinali comunali» sollecita il sindaco Luca Secondi, evidenziando che «c’è forte insoddisfazione tra i tifernati, che incontrano difficoltà a prenotare la somministrazione della terza dose di vaccino in tempi rapidi e nella propria città. È inaccettabile – dice – che a Città di Castello non sia più assicurata la disponibilità sette giorni su sette di entrambi i nostri centri vaccinali. È necessario che l’aspettativa dei cittadini di ricevere al più presto l’immunizzazione dal Covid-19, testimoniata dall’impennata delle prenotazioni anche nel nostro territorio, trovi risposte adeguate e tempestive nei centri vaccinali comunali, che – osserva Secondi – soffrono una inspiegabile carenza di personale, considerando che l’emergenza causata dalla pandemia non si è certo esaurita».

Caos Spoleto Non va meglio nel territorio della Usl2. «Ho fatto un sopralluogo in via Manna e la situazione è inaccettabile» ha detto il sindaco di Spoleto, intervenendo lunedì pomeriggio in consiglio comunale dove diversi rappresentanti di minoranza hanno sollecitato una soluzione sui problemi emersi per i servizi Covid-19, con il sindaco che ha anche evidenziato «la necessità di evitare di inviare a chilometri e chilometri di distanza da Spoleto i residenti che chiedono la terza dose». Qui le criticità sono iniziate il primo novembre scorso quando la Usl 2 ha chiuso l’hub vaccinale del Palatenda concentrando nella palazzina di via Manna sia la vaccinazione che i tamponi. La decisione ha già avuto un forte impatto sulla viabilità di viale Marconi, dove si formano lunghe code, ma ora, con l’aumento delle terze dosi, si registrano criticità anche per la vaccinazione organizzata in circa 100 metri quadrati. «Domani (martedì, ndr) incontro il direttore generale della Usl 2 Massimo De Fino – ha detto il sindaco in aula – e discuteremo anche della riorganizzazione di questi servizi che possono essere spostati al Centro operativo comunale di Santo Chiodo. Dispiace rilevare – ha concluso – che malgrado si sia in piena emergenza vengano prese decisioni, come la chiusura del Palatenda, senza alcuna visione strategica». Sisti, poi, ha anche detto che «con gli altri sindaci dell’Umbria stiamo valutando l’opportunità di introdurre l’obbligo di mascherina all’aperto, anche se il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, sta sollecitando il Governo a varare un provvedimento nazionale per evitare confusione sui territori».

Code per i tamponi a Terni A Terni, invece, ci sono problemi anche per i tamponi drive through. Qui da settimane si formano quasi quotidianamente lunghe file e lunedì mattina il termine delle automobili in coda coincideva col punto prelievi, un cordone di veicoli che circondava l’intero fabbricato del cinema The Space e i nuovi edifici in costruzione in via Bramante. Alcune persone ascoltate da Umbria24 erano in attesa da oltre due ore. Tra loro c’era chi scendeva a fumare una sigaretta, chi ammazzava il tempo leggendo il giornale e chi tentava di tenere a bada i figli. L’appuntamento che hanno gli utenti, di fatto non è un orario preciso ma un gap di ben tre ore, nell’arco delle quali è stimato che possano essere effettuati un certo numero di test. Dal lunedì successivo alla ripresa delle scuole in presenza, lì si viaggia su una media di 200-300 tamponi al giorno e gli operatori di fatto sanno quando iniziano il servizio ma di volta in volta scoprono l’orario in cui termineranno il lavoro. Gli utenti in fila infatti può capitare anche che arrivino irritati, ma i disagi da quelle parti non mancano. Sottoporre a tampone i bambini infatti ad esempio non è semplice eppure sono soprattutto loro a ritrovarsi costretti a farlo; il numero cresce a dismisura, quando a risultare positivo è un docente che insegna a più classi. A Terni al drive through è stato sottoposto a tampone anche un piccolo di appena due settimane. Lunedì mattina in fila c’era una donna incinta: «Non riesco più a star seduta in macchina ma fuori fa anche piuttosto freddo» chiosa, per lei in dolce attesa nessuna via prioritaria. Pare che gli operatori portassero un’ora di ritardo per difficoltà a stampare le etichette adesive da applicare a provette di conservazione del test e fogli di referto, colpa del server che andrebbe in tilt spesso.

 

 

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