Il professor Volpi (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
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La corsa verso il rettorato dell’Università di Perugia si arricchisce di un nuovo colpo di scena. Tagliato fuori dalla Commissione elettorale centrale dell’ateneo, proprio nel giorno in cui la Corte costituzionale ha sentenziato che la norma sulla base della quale è stato escluso è incostituzionale, il professor Mauro Volpi torna in pista. Com’era nell’aria infatti il docente di diritto costituzionale ha deciso di fare ricorso al Tar per veder riconosciuto il proprio diritto a candidarsi. Una decisione sulla quale c’è il sostegno del gruppo di docenti «Invertire la rotta» che ruota intorno al docente e presa «dopo ampio dibattito». Appena dopo la sua esclusione Volpi aveva spiegato che non avrebbe fatto ricorso «per senso di responsabilità: non voglio che le elezioni slittino». Ma ora che le elezioni sono slittate, e non per causa sua, il quadro è differente.

Volpi c’è Volpi a questo punto chiederà al Tar «nel più breve tempo possibile – scrive – una decisione di merito che auspicabilmente ristabilisca il suo diritto di candidarsi», supportato da «valide ragioni di carattere giuridico, che saranno valutate dai giudici, e anche – aggiunge -, per quel che ci riguarda, di carattere politico, volte a garantire la diffusione di un programma e di una prospettiva di profonda e radicale innovazione del governo del nostro Ateneo». Volpi e il suo gruppo criticano poi l’esclusione delle liste degli studenti operata nei giorni scorsi, assicura loro solidarietà e vede nel ritardo che si sta creando il risultato di «negligenza, approssimazione, inutile rigidità delle norme del regolamento generale di Ateneo, altrettanto assurda rigidità nella loro applicazione». Senza le liste di Alleanza Universitaria e Udu poi c’è il rischio di un rettore delegittimato dall’assenza, nel corpo elettorale, degli studenti di queste organizzazioni.

ELISEI: L’ATENEO RISCHIA DI PERDERE 18 MILIONI

Nuove elezioni Per uscire dallo stallo Volpi chiede un’immediata convocazione del Senato accademico per fissare «il prima possibile» nuove elezioni per le rappresentanze studentesche riammettendo le liste escluse, poi subito dopo si dovranno costituire gli organi dei dipartimenti (Consigli e direttore) e infine, tra settembre e ottobre, urne aperte per la scelta del nuovo rettore. Un percorso, quello pensato da Volpi, che presuppone un accordo tra le parti (caldeggiato anche da un altro candidato come Fausto Elisei) e che eviterebbe così il commissariamento dell’Ateneo. «Improponibile» poi viene definito un’ulteriore proroga di Bistoni e «fuori del diritto e di ogni logica l’idea che possa esservi un commissariamento che si prolunghi per l’intero prossimo anno accademico».

Evitare il disastro Uno scenario che i top italian scientist dell’Università di Perugia definiscono come disastroso. In un appello rivolto alle liste studentesche così chiedono da una parte di ritirare i ricorsi al Tar e dall’altra la disponibilità «ad una soluzione – scrivono – che sia inclusiva della più ampia rappresentanza. Comprendiamo il sacrificio che chiediamo e siamo convinti che solo unendo le forze per superare le difficoltà del momento possiamo sperare di avere nel futuro un ateneo migliore, più democratico, più efficiente e trasparente. L’alternativa è il disastro e noi non siamo disposti ad assistervi». Soluzioni simili a quelle prospettate dalla Cgil umbra che chiede, anch’essa, di resettare la macchina e ripartire fissando nuove elezioni in tempi brevi.

L’APPELLO DEGLI SCIENZIATI: EVITARE IL DISASTRO

Le elezioni In realtà un voto nelle ultime ore gli iscritti all’Ateneo lo hanno espresso. Martedì e mercoledì infatti gli studenti hanno votato per il Consiglio nazionale e i risultati, non ancora ufficiali e suscettibili di qualche variazione, parlano di una vittoria dell’Udu che esulta. Circa 1.100 i voti raccolti dalla Sinistra universitaria mentre L’Altra Lista, ovvero quella di area Comunione e Liberazione, si attesta intorno agli 850. A fare la differenza sembra essere stata Terni: a Perugia infatti si profila un pareggio, con 838 voti per l’Udu e 840 per Cl (in un comunicato l’Udu gliene ne assegna 750 e ad Alleanza universitaria 257), mentre la Sinistra a Terni ha fatto bottino pieno con 250 voti su 300. Per quanto riguarda le preferenze ai singoli invece, Alessandro Brunetti de L’Altra Lista ne ha raccolte 655 mentre Tiziano Scricciolo dell’Udu circa 500.

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