Recuperato l’ex padiglione di Senologia nel parco Santa Margherita di Perugia, che in epoca precedente era stato anche ospedale psichiatrico. La firma sull’operazione è dell’Università per Stranieri che, giovedì pomeriggio, ha celebrato l’inaugurazione della palazzina. «Restituiamo a Perugia una palazzina inutilizzata da 15 anni», ha sottolineato il rettore Valerio De Cesaris.
L’immobile è stato intitolato alla ricercatrice di Filosofia politica dell’ateneo Monia Andreani, scomparsa nel 2018, il cui profilo è stato tratteggiato dalla funzionaria dell’ateneo Valentina Severoni: Andreani, spiega una nota dell’Università per Stranieri, «ha rappresentato per gli studenti un importante punto di riferimento sui temi della cura delle persone fragili, del rispetto delle differenze e della parità di genere».
De Cesaris ha quindi illustrato le destinazioni d’uso dell’immobile, che è stato riqualificato dall’impresa Edilizia Castellini di Perugia: qui prenderanno posto aule studenti, sale ristoro, sala convegni, uffici, sede Worredoc (water resources and research documentation centre), aule per i dottorandi». Il rettore ha poi voluto sottolineare «l’impegno assunto dall’Università per stranieri di Perugia al fine di garantire nuovi spazi agli studenti sia dedicati allo studio che ai servizi»: il quadro economico dell’intervento per il recupero dell’ex Senologia è stato di 2,7 milioni arredi compresi.
Quindi il ricordo di Andreani che De Cesaris ha pronunciato davanti alle massime autorità del territorio, dal prefetto Francesco Zito al rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli: «Intitolarle la nuova palazzina vuol dire valorizzare la sua storia, l’eredità che ha lasciato nella nostra comunità universitaria, ma anche riaffermare i valori che hanno animato il suo impegno civile e scientifico e la sua passione di docente; questa sarà inoltre la prima palazzina del nostro Ateneo intitolata a una donna».
Presente anche la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, che ha evidenziato come «ogni volta che la nostra città apre uno spazio culturale, Perugia cresce e qualifica la sua identità più profonda, quella che individua nei sapere uno strumento di relazione, che veicola sempre valori di rispetto, accoglienza e di pace».
