di Daniele Bovi
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Soddisfazione, anche se «non completa» vista la «decisione interlocutoria». Il giorno dopo la pubblicazione, da parte del Tar dell’Umbria, delle due ordinanze con le quali i giudici amministrativi ammettono, anche se con riserva, il professor Mauro Volpi alla corsa per diventare il nuovo rettore dell’Università di Perugia, il docente di diritto costituzionale spiega a Umbria24 di essere «soddisfatto perché il Tar – osserva – ha riconosciuto il mio diritto all’elettorato passivo. Dalla lettura delle ordinanze emerge chiaramente che la possibilità di rimanere in carica per un altro biennio dopo la pensione doveva essere tenuta presente». Con una sentenza della Corte costituzionale arrivata il 6 maggio scorso infatti, i giudici stabilivano l’illegittimità costituzionale dell’articolo 25 della legge Gelmini, che escludeva i professori dalla facoltà, prevista per i dipendenti dello Stato, di rimanere in carica altri due anni dopo la pensione in base a particolari meriti conquistati e alle esigenze dell’amministrazione.
Il nodo dell’età Una possibilità che la Commissione elettorale centrale dell’ateneo, che ha escluso Volpi, avrebbe dovuto tenere in considerazione secondo il docente. La soddisfazione «sarebbe quindi stata completa» se l’articolo 2 della legge Gelmini (che dice che «l’elettorato passivo per le cariche accademiche» è riservato a quei professori che possono coprire integralmente il mandato prima del «collocamento a riposo», cioè della pensione), sul quale ora si dovrà pronunciare la Corte costituzionale, «fosse stato interpretato nel senso da me sostenuto, cioè facendo rientrare nel calcolo della Commissione anche il biennio». Calcolo in base al quale Volpi, dato che la sua pensione scatterebbe il primo novembre 2018, non potrebbe concludere, in caso di elezione, il mandato di rettore che scade il 31 ottobre 2019.
Ammissione positiva «Il Tar però – prosegue l’ex membro del Csm – ha preferito rivolgersi alla Corte costituzionale ma il fatto che mi abbia ammesso è positivo: c’è un diritto che non può essere conculcato». La domanda che si fanno ora tutti è: vista la decisione interlocutoria cosa succederà in futuro? «Gli scenari più probabili – risponde Volpi – sono due: la Corte restituisce gli atti al Tar ritenendo che si possa dare un’interpretazione conforme alla Costituzione, o un pronunciamento diretto della Corte. Non voglio neanche pensare all’ipotesi che l’articolo 2 della legge venga giudicato conforme alla Costituzione». Quel che è certo è che i giudici costituzionali si pronunceranno dopo le elezioni per il rettore, previste in ottobre (il 10 e, in caso mancasse la maggioranza assoluta, il 17 e il 24).
Parlerò con il mio gruppo Uno scenario che Volpi definisce «fantascientifico» è invece quello che parla, in caso di sua elezione e di un giudizio di piena legittimità dell’articolo in questione, di una richiesta di annullamento del voto. «Mi pare fantascienza – dice – e spero che nessuno pensi ad una cosa del genere». La decisione finale in merito alla sua partecipazione alla corsa Volpi la prenderà dopo ferragosto. «Ad oggi – dice – sono candidato ma voglio avere un confronto con “Invertire la rotta” (il gruppo di docenti che sostiene Volpi, ndr), voglio essere certo che sia la cosa migliore da fare. Deve essere una decisione da partecipare fino in fondo. E’ corretto consultare i colleghi e decidere di conseguenza. Quello che mi preme dire comunque è che le mie scelte non sono mai state individualistiche né mosse da ambizione. Io sono al servizio del gruppo e del programma, il bene dell’ateneo è la cosa più importante».
