di Daniele Bovi
Un bel pezzo della partita per l’elezione del nuovo rettore dell’Università di Perugia si giocherà tra Medicina e Ingegneria. Umbria24 ha passato al setaccio i numeri dei 14 Dipartimenti (le facoltà non esistono più ormai dai tempi della riforma Gelmini) in cui è strutturato l’ateneo perugino, e che rappresentano il principale serbatoio di voti per gli aspiranti magnifici.
La platea A votare per il nuovo rettore infatti saranno i professori (ordinari e associati), ricercatori (di ruolo e a tempo determinato), il personale tecnico-amministrativo e i rappresentanti degli studenti negli organismi accademici. Nel 2019, quando fu eletto Maurizio Oliviero, si parlava in tutto di 2.277 persone: 998 docenti, 1.096 membri del personale tecnico e 183 studenti.
I numeri Oggi secondo i numeri pubblicati dallo Studium tra docenti e ricercatori si parla di 957 voti: 197 ordinari, 496 associati e 264 ricercatori. Quasi un terzo dei voti (304) si trova fra i due dipartimenti di Ingegneria (134) e a Medicina (170). Quasi 80 invece ce ne sono a Chimica (74) e Agraria (77). I dipartimenti più “piccoli” sono invece quelli di Matematica (42) e Giurisprudenza (45). Una cinquantina di voti ci sono a Scienze farmaceutiche (51), Veterinaria (55) e Filosofia (57), 59 a Scienze politiche e Lettere, 62 a Economia e 72 a Fisica.
Le modifiche A fine novembre gli organismi dell’ateneo hanno dato il via libera, dopo un lungo lavoro, alle modifiche che riguardano diversi articoli dello statuto e in particolare a quelli che riguardano il meccanismo elettorale. Fino al 2019 i turni erano tre: nei primi due serviva il 50 per cento più uno dei voti, mentre all’eventuale ballottaggio accedevano solo i due più votati; insomma, dato l’ampio numero di candidati i primi due turni servivano essenzialmente per pesarsi e per stringere poi alleanze in vista del ballottaggio. Con le modifiche allo statuto il secondo turno viene eliminato e viene rivisto anche il meccanismo del voto ponderato che riguarda il personale tecnico: da oggi ogni voto peserà non più 0,1 ma 0,2. Quanto invece all’inserimento del personale tecnico-amministrativo nel cda, c’è l’impegno a rivederne la composizione entro i primi sei mesi dell’anno.
I nomi Le elezioni saranno convocate tra febbraio e marzo e sono già diversi i nomi in pista, anche se l’eliminazione di un turno – che era essenzialmente “esplorativo” – potrebbe portare diversi aspiranti rettore a evitare di pesarsi. Al momento in pista ci sono Paolo Carbone, professore ordinario del dipartimento di Ingegneria dal 2002, dove insegna Misure elettriche ed elettroniche; Luca Gammaitoni, professore ordinario di Fisica sperimentale del dipartimento di Fisica e geologia dal 2013; Daniele Porena, professore ordinario di Diritto costituzionale e pubblico dal 2018 a Filosofia; il quarto candidato è Marcello Signorelli, professore ordinario di Politica economica dal 2013 e attuale direttore del dipartimento di Economia. Altri potrebbero aggiungersi nelle prossime settimane.
