di Daniele Bovi
Una «federazione leggera», che unisca l’Università degli studi, quella per stranieri, il conservatorio, l’Accademia di belle arti, la Scuola di lingue estere dell’esercito e anche quella di giornalismo della Rai. Nell’orizzonte del nuovo rettore dello Studium perugino Franco Moriconi c’è un panorama di questo tipo, che inizia «dalla voglia di sederci intorno a un tavolo. Io – ha detto il rettore lunedì a palazzo Murena presentando la lista di 28 delegati che compongono la ‘squadra di governo’ dell’Ateneo – vorrei una federazione leggera, dove ognuno ha le proprie competenze, senza prevaricazioni». Un primo risultato di questa collaborazione potrebbe essere l’elaborazione di un piano di comunicazione allo scopo di mettere insieme, ognuno per le proprie competenze, l’offerta formativa che tutta la città può garantire. «Perugia – ha detto Moriconi – deve essere conosciuta per il suo essere una città universitaria».
LA LISTA CON I 28 DELEGATI DEL RETTORE: «NON HO USATO IL CENCELLI»
Segreterie Intanto, nel giro di qualche giorno come ha assicurato il rettore, dovrebbe arrivare la firma sulla convenzione, di cui ha parlato più volte il sindaco della città Wladimiro Boccali, che sancirà una prima forma di collaborazione tra queste istituzioni. Tra le cose fatte in questi primi cento giorni con l’ermellino sulle spalle, Moriconi cita il caso delle segreterie degli studenti, che entro la primavera verranno spostate nelle sedi dei rispettivi dipartimenti. Poi come annunciato nel corso della seduta del senato accademico di inizio dicembre, i dipartimenti di Biologia, Chimica e Farmacia traslocheranno in via del Giochetto. In futuro invece, e in accordo con Boccali, Moriconi ha l’intenzione di portare tutto il back office nella palazzina ex Fiat. Sul parcheggio a fianco poi sorgerà un prefabbricato dove ci sarà il punto di immatricolazione. Una scelta dovuta a motivi logistici e anche economici: «Così – dice il nuovo rettore – si offrirà un punto unico. Quello attuale ha bisogno di un importante restauro antisismico che non ci possiamo permettere».
Aule studio Altro tema affrontato lunedì da Moriconi è quello delle aule studio: «Il Comune – ha detto – ha molti ambienti che non sono affittati, e io credo che si possono creare aule studio senza personale, installando telecamere e fornendo tesserini nominali agli studenti». Più complesso invece potrebbe essere il caso di aule con personale, da affidare magari a cooperative di studenti. «Dobbiamo assolutamente trovare qualche cosa – ha concluso – anche perché si sente la necessità di punti di aggregazione in centro». In un discorso più ampio, che riguarda anche il riassetto dei servizi, Moriconi chiede «un ragionamento collettivo con le istituzioni, nel quale andrebbero coinvolti anche sociologi e architetti, altrimenti il rischio è quello di far spopolare il centro e di snaturarlo ancora di più. Sono temi da affrontare in modo netto».
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