di D.B.
Dall’Udu alla Cisl, dalla presidente della Regione a quello del consiglio regionale sono moltissimi gli auguri che arrivano a Franco Moriconi, nuovo rettore dell’Università di Perugia. Dopo una giornata di riposo toccherà a lui cominciare a pensare, tenendo conto dei risultati, alla governance dell’ateneo mentre si avviano a conclusione le votazioni per i 16 dipartimenti. Pochi minuti dopo la sua elezione erano arrivati gli auguri del presidente della Provincia e del sindaco di Perugia, poi venerdì è stata la presidente Marini a congratularsi: «L’Ateneo di Perugia – scrive -, con il Polo universitario di Terni ed i corsi presenti ad Assisi, Narni e Foligno si troverà ad agire nel contesto regionale che necessita di crescita, innovazione, nuovo sapere ed avrà bisogno di tornare ad attrarre studenti, ricercatori e docenti anche da altre regioni italiane e dall’estero».
Marini: Regione attenta «L’attenzione della Regione Umbria – continua -, nell’ambito delle proprie competenze costituzionali e legislative oltre che politiche sarà confermata sia nel diritto allo studio, sia negli ambiti della programmazione sanitaria e della ricerca dove è necessario costruire intese e condivisioni di strategia». Da parte sua invece il presidente del consiglio regionale Eros Brega esprime al neo eletto «l’auspicio – scrive in una nota – che l’Ateneo umbro conquisti una sempre più qualificata e forte presenza nel panorama formativo nazionale». «Il momento difficile – aggiunge – che vivono le istituzioni universitarie e la richiesta di giovani sempre più qualificati, richiedono anche all’Ateneo umbro di affrontare la sfida dei tempi. Una sfida che potrà essere vinta solo se si sapranno mettere a sistema le esperienze importanti dell’Università di Perugia e del Polo universitario ternano, se si sapranno valorizzare i relativi ambiti ed esaltarne le sinergie».
FI e Cisl «Auguri di buon lavoro» arrivano anche dal gruppo consiliare di Forza Italia a palazzo Cesaroni, con l’annesso auspicio che «dopo questa lunga campagna elettorale vincitori e vinti lavorino tutti per rafforzare l’Università». «L’Umbria e Perugia – dice invece il coordinatore regionale di FI Rocco Girlanda – hanno bisogno e necessità di un Ateneo forte ed autorevole, indipendente nella sua natura istituzionale, capace di relazioni multidisciplinari e internazionali, poiché la nostra Regione e le nostre città vedono proprio nell’Ateneo un volano di innovazione e sviluppo». Chi non ha fatto mistero di appoggiare Moriconi è la Cisl (la Cgil e la Uil hanno sostenuto invece Oliviero), un appoggio dato «in maniera chiara e netta», optando «per la discontinuità – scrive il sindacato – facendo leva sull’ormai collaudato spirito Cisl di moderazione riformista esente da pericolosi sbandamenti verso la politica che, come tutti sanno, ogni volta che si avvicina troppo alle istituzioni costituzionalmente autonome provoca danni irreparabili».
L’Udu E ricordando come il sindacato, tutto, abbia scelto candidati all’insegna della «discontinuità», la Cisl formula ora un appello all’unità alle altre sigle superando «steccati sorretti solo da malsane ideologie del passato». Dall’altra parte della barricata ci sono gli studenti dell’Udu, quella Sinistra universitaria che ha dato il suo contributo alla campagna elettorale di Oliviero: «L’andamento e i risultati di queste elezioni – dice il coordinatore dell’Udu Perugia Tiziano Scricciolo – ci consegnano, insieme ad un nuovo Rettore, un chiaro segnale politico. La maggioranza del corpo accademico ha infatti espresso con forza la necessità di una netta discontinuità rispetto all’attuale gestione dell’Ateneo». Dopo i complimenti di rito a Moriconi, «arriva la parte più difficile: trasformare le parole in fatti, facendo sì che la speranza di un netto cambiamento emersa da questo voto non venga disattesa. E’ il momento di ridisegnare e di ricostruire la faccia del nostro Ateneo, di tornare a parlare delle priorità concrete che possano far tornare l’Università di Perugia ad essere attrattiva, innovativa e competitiva». Diritto allo studio, mobilità studentesca, qualità della didattica, trasparenza, spazi di aggregazione, sburocratizzazione dell’apparato amministrativo e internazionalizzazione i temi che l’Udu mette sul tavolo.
