di Daniele Bovi
Conscio che «i miracoli non si fanno» ma sicuro che «nel giro di qualche anno riusciremo ad invertire la rotta». Al primo piano di palazzo Murena il nuovo rettore dell’Università di Perugia Franco Moriconi si siede di fronte ai giornalisti per quella che è la prima conferenza stampa del suo sessennio. Molti i problemi sul tavolo: neanche il tempo di indossare l’ermellino che l’Ateneo deve fare i conti con uno dei più gravi, ovvero il forte calo degli iscritti. «Gli ultimi dati ci preoccupano. Servono progetti seri – spiega Moriconi – e tempo perché i miracoli non si fanno. Quello che ho in mente è un gruppo dedicato di esperti, interni ed esterni, per invertire la tendenza nel giro di qualche anno attraverso un lavoro capillare. Servirà, oltre ad un’analisi approfondita sui flussi degli studenti, anche una campagna di comunicazione e il coinvolgimento delle istituzioni. Rimbocchiamoci le maniche».
Risorse e governance Un altro obiettivo fondamentale è quello del reperimento delle risorse e anche qui verrà attivato, secondo le promesse di Moriconi, un gruppo ad hoc. Allo scopo il loro contributo, concreto, dovranno anche darlo le forze economiche attraverso «finanziamenti e il loro coinvolgimento». A tenere banco ovviamente anche il tema della governance dell’Ateneo: proprio lunedì Moriconi provvederà a riempire una delle caselle più importanti, quella del prorettore che sarà occupata dal professor Fabrizio Figorilli il quale entrerà in servizio a partire da gennaio. Al professor Montrone invece è andata la delega al Bilancio, uno degli argomenti all’ordine del giorno del senato e del cda che si terrà martedì. Una delega che tutti aspettavano (con tanto di ridda di aspiranti) e che invece probabilmente non ci sarà è quella relativa alla facoltà di Medicina. Sul punto Moriconi è chiaro: «Non ci sarà nessun delegato».
Direttore generale Il resto delle nomine arriveranno all’inizio del 2014, e Moriconi non esclude che ci sia il bisogno di «avere qualche altro delegato. I ruoli di Volpi, Elisei e Bidini? Al momento tutte quelle circolate sono solo voci, non c’è nulla di deciso». Voci che assegnavano al primo il patrimonio e al secondo la ricerca. La conferenza stampa come ordine del giorno ufficiale aveva le dimissioni, rassegnate nei giorni scorsi, del direttore generale dell’Ateneo Angela Maria Lacaita. Sul punto Moriconi ha spiegato che le ragioni sono «strettamente personali» e che ora si procederà alla scelta del sostituto attraverso un bando: «Da dove viene non conta – sostiene il neo rettore -, può essere anche un marziano purché sia bravo». Prima di Natale poi Moriconi vorrebbe mettere intorno a un tavolo, come fatto in campagna elettorale, i vertici dell’Università per stranieri, del Conservatorio e della Scuola di lingue estere dell’esercito.
Integrazione e didattica Lo scopo, se ci sarà la volontà da parte di tutti, è quello di arrivare ad una «più stretta integrazione tra queste eccellenze dell’Umbria. Un accordo di intenti per creare una federazione di istituti, per poi presentare anche all’estero un’offerta multidisciplinare». Grande attenzione il rettore vuole che sia messa intorno al tema della didattica, che non va trattata come una figlia minore della ricerca perché «sono importanti allo stesso modo. La didattica non va sottovalutata bensì curata in modo pressante e internazionalizzata percorrendo una strada con doppi titoli e dove il solo progetto Erasmus non più sufficiente». Al centro della riunione del senato accademico e del cda di martedì ci saranno anche le questioni relative al personale, sia docente che tecnico. Riguardo al primo Moriconi sottolinea «lo sbilanciamento che abbiamo tra associati e ordinari: noi siamo 15 punti percentuali sopra quanto stabilito dalla legge. Quindi la soluzione per non perdere fondi è aumentare gli associati, facilitando il passaggio da ricercatori e associati».
La convenzione L’obiettivo per il personale tecnico invece è quello, «compatibilmente con quello che possiamo fare», di procedere ad una stabilizzazione dei lavoratori precari nel giro di tre anni. Ultimo tema affrontato dal nuovo rettore è stato infine quello della convenzione tra Università e sistema sanitario regionale: «Non voglio stravolgere niente, mi atterrò alla volontà della facoltà di Medicina, ma io sono comunque il rettore e non prendo tutto a scatola chiusa». Quanto all’inaugurazione dell’anno accademico invece, Moriconi non ha ancora fissato una data. L’appuntamento si terrà probabilmente a febbraio e l’intenzione è quella di non invitare politici.
Twitter @DanieleBovi
