Al centro Cesaretti e Moriconi

di Daniele Bovi

Un rapporto che deve avere un «valore più operativo», in grado di essere più incisivo, senza le «duplicazioni, sovrapposizioni e inefficiente uso delle risorse» che talvolta hanno caratterizzato il rapporto in passato. A palazzo Murena lunedì mattina il rettore dell’Università di Perugia Franco Moriconi e il presidente di Confindustria Umbria Ernesto Cesaretti hanno firmato la convenzione che rinnova il patto tra le due istituzioni per altri cinque anni, ma con altri presupposti rispetto agli anni precedenti. Le relazioni tra Università e Confindustria nelle sue varie articolazioni territoriali non sono nuove (la prima convenzione risale al 1991, l’ultima al 2007), ma come spiegato lunedì vanno reimpostate. «In passato – ha detto sul punto Moriconi – c’è stato troppo un carattere interpersonale, ed è bene che questo venga meno».

La convenzione La collaborazione si articolerà in vari ambiti, dalla ricerca al trasferimento delle tecnologie dall’ateneo alle imprese, dal supporto all’innovazione all’orientamento fino a jpb placement, politiche industriali, gestione manageriale dei corsi, formazione tecnica, aggiornamento professionale, proprietà intellettuale e altro ancora. Le risorse per dare gambe alla convenzione sono da trovare (probabilmente si busserà alle porte della Regione) e alla base di tutto c’è la constatazione della natura del tessuto economico regionale, fatto di piccole e piccolissime imprese che spesso al loro interno non hanno risorse e competenze a sufficienza per fare ricerca e sviluppo.

Cabina di regia Una cabina di regia di sei persone (tre rappresentanti per ogni istituzione) sovrintenderà e valuterà i risultati raggiunti dai vari gruppi di lavoro (nominati dalla cabina di regia), ognuno con uno specifico ambito d’azione. Oltre a Cesaretti e Moriconi alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato anche il pro rettore, il professor Fabrizio Figorilli, e il vicepresidente di Confindustria Stefano Neri. «La crescita – hanno detto all’unisono rettore e presidente degli industriali umbri – è il nostro obiettivo comune». «Si tratta – continua Moriconi – di un’ulteriore tessera di quel mosaico che cerco di costruire dal mio insediamento al rettorato. Sono infatti convinto che per vincere dobbiamo agire uniti. Tra l’accademia e chi produce il rapporto deve essere strettissimo».

Potenzialità Un rettore convinto come ancora siano molte le potenzialità che l’Università può esprimere: «Per troppo tempo – ha detto – c’è stata un’Università chiusa, mentre recentemente ci è stato detto che questo Ateneo ha le potenzialità per essere tra i primi 150 del mondo. Questo però all’esterno non emerge. E’ vero che, essendo tra le università più antiche del mondo, veniamo da lontano, ma la fama bisogna guadagnarsela. Qui ci sono potenzialità sommerse». All’appuntamento di lunedì era presente anche Stefano Neri, vicepresidente degli industriali umbri che ha rimarcato come ora l’associazione «parla con una voce sola. Questo contribuirà a superare i campanilismi e darà risultati concreti».

Cesaretti «Questo nuovo accordo – ha concluso Cesaretti – si inserisce in un contesto che risulta più complesso che in passato. È proprio per questo che abbiamo inserito nella convenzione appena firmata degli elementi ancora più concreti in grado non solo di mettere in più stretta correlazione le imprese con gli istituti universitari in un momento in cui l’innovazione deve caratterizzare sempre più l’azione del sistema produttivo locale affinché possa restare competitivo sui mercati nazionali e internazionali».

Twitter @DanieleBovi

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