di Ivano Porfiri
Strali contro la politica nazionale e il precedente governo dell’Ateneo. Ne ha per tutti, durante l’inaugurazione dell’Anno accademico (presente il nuovo presidente del’Anm Piercamillo Davigo), il rettore Franco Moriconi che denuncia come il suo «rammarico per il troppo silenzio che circondò il progressivo e incontrastato calo degli studenti, si trasforma in rabbia, perché oggi, nel momento in cui le conseguenze di quella dissennata politica hanno preso corpo, la nostra Istituzione, in primo luogo, ma anche il territorio, pagano le dolorose conseguenze».
Senza giri di parole Il riferimento è al taglio del Fondo di finanziamento ordinario per lo sforamento dell’indicatore ministeriale cosiddetto dell’80% «causato dalla progressiva e consistente diminuzione degli studenti, a fronte di spese fisse non ulteriormente contraibili». Sulle responsabilità Moriconi non ha usato giri di parole: «Deve essere chiaro come questa situazione sia in gran parte una delle più gravi eredità lasciate dall’Amministrazione precedente che condusse, specie negli ultimi anni, una politica imprevidente, i cui effetti oggi brillano per la loro gravità».
I precari Il rettore ha parlato anche del problema dei precari (che hanno manifestato davanti all’Aula magna), per cui «stiamo analizzando tutte le eventualità possibili al fine di garantire al massimo grado possibile le opportunità di lavoro». La loro situazione è stata anche ricordata degli interventi del rappresentante del personale tecnico-amministrativo Adriano Ferranti e di quella degli studenti Martina Domina.
Governo nel mirino Moriconi ha denunciato poi i tagli statali al sistema universitario parlando di «politica sconsiderata». «Mentre gli altri paesi fanno crescere gli investimenti – ha affermato – l’Italia tra 2010 e 2013 ha ridotto i propri fondi del 9,9%. Le ferite inferte al sistema universitario appaiono trasversali alle componenti del sistema stesso e in alcuni casi perfino oltraggiose». Tra i provvedimenti criticati la «pervicace politica di blocco del turn-over», oltre che quello agli scatti retributivi. «Per questi motivi è ora di dire basta, di porre fine a un vaniloquio politico che maschera un’azione sconsiderata nei confronti dell’intero sistema universitario nazionale e che a volte ci appare quasi come irrisoria e di scherno».
Domina su Isee: «Effetto devastante» Sempre in tema di provvedimenti statali, è stata la rappresentante degli studenti, Martina Domina, ad affondare contro «il devastante effetto che la recente riforma del calcolo dell’indicatore Isee ha avuto, incidendo in maniera determinante sulla vita quotidiana di molti studenti (circa il 20% a livello nazionale e il 10% in Umbria), i quali si sono trovati a perdere improvvisamente supporti economici che garantissero loro l’accesso al percorso universitario o la prosecuzione dello stesso con dignità. Si è infatti verificata la paradossale situazione in cui moltissimi studenti sono stati considerati più ricchi pur non avendo avuto alcun reale miglioramento della propria condizione economica. In questo senso, un riconoscimento particolare va al lavoro svolto dal Consiglio nazionale degli studenti universitari, che da subito ha avviato il dialogo con le istituzioni per porre rimedio alla questione succitata: abbiamo infatti accolto con grande favore la recente notizia dell’innalzamento dei valori Isee e Ispe, che permetterà nel prossimo anno accademico un recupero delle borse di studio del 20%».
Inversione di tendenza Ma il rettore ha parlato anche dei risultati della reazione a questa situazione con l’inversione di tendenza nelle iscrizioni: dopo un trend negativo che durava da anni, le immatricolazioni sono passate da 5.655 nel 2013/2014 a 5.859 dell’anno dopo fino alle 6.063 di quest’anno. «Ci siamo rimboccati le maniche, affrontando i vari problemi. In primis con una serie di misure per far rientrare le spese e riportare il parametro ministeriale sotto all’80%. Abbiamo così razionalizzato sia i costi fissi che l’offerta didattica». Moriconi ha rivendicato la creazione in poco più di un anno di 92 nuovi posti da professore associato, nuove forme di tutorato per diminuire i fuori corso, investimenti in ricerca e l’incremento dei servizi.
Aule studio, sanità e sedi distaccate Una delle chiavi per il rilancio dell’Ateneo è, per Moriconi, il rapporto con il territorio. «Basti ricordare l’apertura di quattro aule studio a Perugia e due a Terni, accessibili fino a tarda serata. E’ stata poi la rappresentante degli studenti, Martina Domina, ad annunciare l’imminente apertura di quella di via della Viola, nel capoluogo, realizzata insieme a Comune ed Arci. Ma il rettore ha riaffermato anche l’importanza delle sedi distaccate di Terni, Narni, Assisi e Foligno con i loro 10 corsi di laurea «che potremmo eventualmente estendere ulteriormente». Tra le collaborazioni che funzionano, il numero uno dell’Ateneo ha rimarcato quella con la Regione sulla sanità «sempre più necessaria» e quella con Confindustria per la creazione di una «cabina di regia» che connetta università e mondo dell’impresa.
Bambagioni e asilo nido Infine, le prossime iniziative. Moriconi vuole rilanciare il circolo Bambagioni come punto di incontro tra studenti, docenti e cittadini con attività ludiche per i figli dei dipendenti durante l’estate. In cantiere anche un asilo nido, insieme al Comitato per la vita Chianelli, a disposizione dei figli degli studenti e del personale di università e Azienda ospedaliera. Per finire con la Cittadella dello sport e della salute il cui progetto «sta continuando a camminare».
Marini: «Collaborazione» Il Senato accademico dell’Università, guidato da Moriconi, come consuetudine, è stato ricevuto in giornata nel Salone d’onore di Palazzo Donini, dalla presidente Catiuscia Marini. Nel corso dell’incontro è stata sottolineata l’importanza e la positività delle relazioni e della cooperazione tra i due enti «che hanno prodotto e produrranno buoni risultati per lo sviluppo dell’Umbria – ha sottolineato la presidente Marini -, in particolare per quanto riguarda il sostegno alla competitività delle imprese, i processi di innovazione e della ricerca scientifica. Una collaborazione che si sviluppa molto positivamente anche nei settori della sanità e del diritto allo studio universitario».
