Il professor Volpi (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
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Mauro Volpi è fuori dalla corsa per diventare rettore dell’Università di Perugia. La decisione è stata presa mercoledì nel tardo pomeriggio dalla commissione elettorale centrale dell’Ateneo che, ricevute le candidature nei giorni scorsi, le ha passate al vaglio per valutare possibili motivi di ineleggibilità. Una decisione trapelata in modo ufficioso mercoledì sera e ufficializzata con un comunicato dell’Ateneo giovedì nel primo pomeriggio. Come da regolamento così il decano, il professor Giuseppe Abbritti, ha reso noto l’elenco dei candidati dal quale manca proprio Volpi. Le motivazioni che hanno portato, dopo lunghe ore, alla decisione di escludere il docente di diritto costituzionale dalla corsa per la successione a Francesco Bistoni, attuale Magnifico rettore dello Studium, non sono state rese note ma sono con tutta probabilità legate all’età: Volpi compirà 70 anni nel 2018, un anno prima della fine del mandato. Dodici mesi persi grazie alla proroga di Bistoni. Un Volpi che nelle settimane passate aveva già presentato il suo programma di rottura nproprio rispetto all’era Bistoni.

Quattro in corsa Ora in corsa rimangono Maurizio Oliviero (che venerdì presenterà programma e candidatura), ordinario di diritto pubblico comparato e al vertice dell’Adisu; Gianni Bidini, docente di macchine a Ingegneria; Fausto Elisei, docente di chimica fisica e Franco Moriconi, preside di Veterinaria che, in una nota, definisce la sua università «libera, fiera e condivisa. Inizia – scrive – un nuovo percorso frutto di anni di esperienze e contributi, caratterizzato da una forte carica innovativa che dovrà portare l’Ateneo perugino a collocarsi ai vertici del sistema nazionale culturale e a divenire motore di sviluppo per la città e la regione».

IL CURRICULUM DI FRANCO MORICONI
IL CURRICULUM DI MAURIZIO OLIVIERO

Qualità, merito, trasparenza «Qualità, merito, trasparenza ed un incremento della presenza femminile» i punti sui quali si concentra un Moriconi che sottolinea il fatto di non avere «strette relazioni politiche». «In questo quadro -aggiunge – spiccano due direttrici: da un lato, una visione fortemente inclusiva di tutte le aree esistenti nell’Università, tesa ad assicurare momenti di forte integrazione tra i vari saperi, favorendo il superamento degli steccati, tutt’ora presenti, tra i settori umanistici e scientifici; dall’altro, un metodo di lavoro che preveda il coinvolgimento di colleghi appartenenti a tutte le fasce della docenza, in grado di dare vita ad un sistema di governo finalmente collegiale. Meritevole di attenzione si presenta la vasta analisi dedicata ai settori della didattica, della ricerca, della valorizzazione del personale tecnico-amministrativo. Altro elemento importante è la pianificazione ed il reperimento delle risorse sfruttando sinergie territoriali ed internazionali».

IL CURRICULUM DI GIANNI BIDINI
IL CURRICULUM DI FAUSTO ELISEI

Chi e come si vota Le elezioni si terranno il 13 giugno con eventuale secondo turno fissato il 20 giugno e ballottaggio, sempre eventuale, il 27. Per diventare Magnifico il regolamento varato dall’Ateneo prevede che il 13 e il 20 giugno sia necessaria la maggioranza assoluta del corpo elettorale, mentre all’eventuale ballottaggio accederanno i candidati più votati il 20 giugno: vince chi prende più voti, purché risultino pari ad almeno un terzo dell’elettorato. In caso di parità verrà eletto il candidato con maggiore anzianità di ruolo e, se questi dati dovessero coincidere, il rettore sarà il candidato anagraficamente più anziano. A scegliere il nuovo rettore saranno professori di ruolo di prima e seconda fascia, ricercatori di ruolo e a tempo determinato, membri del consiglio degli studenti e rappresentanti degli iscritti in senato accademico, consiglio di amministrazione e di dipartimento e personale tecnico. Abbritti provvederà poi a convocare, in un giorno da fissare tra il 24 maggio e il 4 giugno, un’assemblea generale alla quale potranno partecipare tutti i candidati.

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