Paolo Carbone

di Daniele Bovi

Nessuno slogan bensì «concretezza progettuale e pragmatismo». È questo l’approccio scelto da Paolo Carbone, docente di Misure elettriche ed elettroniche e uno dei cinque candidati rettore che mercoledì, a Medicina, ha presentato il suo programma in vista del voto del 4 giugno. Carbone insegna a Ingegneria, dipartimento che insieme a quello di Medicina vale un terzo degli elettori: «Ho scelto di essere qui – ha detto – perché è un dipartimento importante, come tanti altri».

Chi è Laureato a Padova in Ingegneria elettronica, Carbone è entrato nell’ateneo perugino nel ’97 come ricercatore: «Questa Università – ha detto – mi ha consentito di sviluppare appieno il mio potenziale professionale, mettendo a frutto le numerose esperienze in organi di altri atenei italiani, nella gestione e nell’organizzazione di gruppi di lavoro e i contatti con le Università straniere. Queste esperienze, unite al mio senso di appartenenza all’Ateneo perugino, mi danno la motivazione per gestire nel ruolo di rettore una istituzione così importante».

I pilastri Il programma di 20 pagine si regge su quelli che vengono chiamati «quattro pilastri essenziali e trasversali a tutte le attività», ovvero «internazionalizzazione, digitalizzazione, sostenibilità, risorse umane». Il documento ha al centro didattica, ricerca e Terza missione ed è frutto di «numerose interlocuzioni e del preciso impegno di dare ascolto e voce alle diverse sensibilità che compongono la comunità dell’Ateneo, in nome di una rinnovata democraticità tesa ad includere studenti, corpo docente, componente tecnico-amministrativa-bibliotecaria, personale Cel».

Medicina Largo spazio viene dedicato a Medicina, con la proposta di un Irccs (Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico) per dare vita insieme alle istituzioni a una struttura d’eccellenza sul modello «One health», integrando salute umana, animale e ambientale. «Da riprendere» poi il tavolo sulla tribolata questione della convenzione con la Regione, con l’obiettivo di costruire una vera integrazione tra attività clinica e accademica, coinvolgendo anche lo Zooprofilattico e nominando un delegato medico dedicato.

Didattica Il programma per la didattica punta su un modello che mette lo studente al centro, senza cedere alla logica delle università esclusivamente telematiche: «Il tema – ha detto – non può essere ignorato – dobbiamo avvicinarci a una didattica che possa andare incontro allo studente senza diventare una università telematica». Un gruppo di lavoro poi si occuperà di come applicare l’IA in Ateno. Sul fronte dell’orientamento, invece, il percorso comincerà già prima dell’ingresso, accompagnando lo studente durante la carriera e fino all’ingresso nel mondo del lavoro, contrastando abbandoni e mismatch.

Ricerca Sul fronte della ricerca, l’obiettivo è rafforzare la capacità attrattiva di Perugia in particolare verso i giovani talenti, promuovendo anche «la valorizzazione del merito e del lavoro». Verrà introdotta poi la figura del lean manager per rendere più snella la macchina amministrativa (Carbone ha parlato diverse volte della necessità di semplificare), mentre sarà rafforzato l’ufficio ricerca per alleggerire i docenti dai compiti burocratici. Quanto alle infrastrutture Carbone vuole un «piano di manutenzione e miglioramento» di edifici e laboratori, riorganizzando anche gli uffici e puntando sulla sostenibilità, compresa l’attivazione del Green office. L’obiettivo è creare ambienti adeguati e attrattivi per i ricercatori, puntando su meritocrazia e semplificazione dei processi.

Terza missione Il legame con il territorio è un altro asse strategico. La Terza missione verrà rilanciata attraverso collaborazioni con enti, imprese e associazioni per generare «un impatto concreto e positivo sulla comunità». I Centri di Ateneo saranno il perno di questo dialogo, mettendo a disposizione le competenze dell’università per rispondere ai bisogni sociali e culturali. Il contributo dell’Ateneo alla rete Netval e ai programmi di trasferimento tecnologico sarà rafforzato, così come la comunicazione dei risultati e la partecipazione a reti internazionali.

Dipartimenti e personale Infine, il nuovo modello organizzativo punterà su un maggiore decentramento verso i Dipartimenti, chiamati a essere protagonisti della vita accademica e dando loro maggiori responsabilità. Per Carbone, è inoltre tempo che l’Ateneo si attrezzi per affrontare le sfide poste dai nuovi indicatori di performance introdotti da Anvur, con uno spirito che sia «costruttivo e innovativo». Spazio ovviamente anche per il personale, definito «centrale»: parlando di un vecchio problema non risolto per Carbone è «opportuna» la loro rappresentanza nel cda «con le dovute maniere. Il discorso – ha detto – va ripreso». Tra gli obiettivi anche quello di migliorare i servizi di welfare.

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