di Daniele Bovi
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Il pasticcio sulle liste elettorali per le elezioni studentesche si trasforma in una valanga che rischia di travolgere quelle del 13 giugno con le quali si sceglierà il nuovo rettore. Lunedì nel tardo pomeriggio infatti il Tar dell’Umbria ha accolto l’istanza dell’Udu-Sinistra universitaria, difesa dall’avvocato romano Michele Bonetti e che, nei giorni scorsi, si era vista escludere, insieme ad Alleanza universitaria (vicina al Pdl) la maggior parte delle liste per le elezioni di martedì e mercoledì. Una decisione basata sull’assenza delle motivazioni che hanno portato all’esclusione delle liste da parte della Commissione elettorale centrale, e quindi dall’impossibilità di decidere circa l’ammissibilità o no delle stesse. Il Tar quindi in via cautelare ha deciso di congelare la situazione. Un congelamento che ha però conseguenze pesanti.
Urne differite Le urne infatti, in base a quanto deciso dal tribunale amministrativo, rimarranno chiuse (si voterà solo per il Consiglio nazionale degli studenti) e non si potranno riaprire almeno fino al 5 giugno. Il Tar dell’Umbria con il suo provvedimento ha difatti «differito ad epoca successiva al futuro provvedimento che sarà adottato in camera di consiglio – è scritto – le ulteriori fasi della competizione elettorale». E visto che la prossima udienza di fronte ai giudici amministrativi è fissata il prossimo 5 giugno, fino a quella data non si potranno tenere quelle elezioni dove gli studenti avrebbero dovuto scegliere i propri rappresentanti nei Consigli di dipartimento, nel cda dell’Università, nel Senato accademico e nella Commissione di controllo. Oltre cento persone che faranno parte di quel corpo elettorale chiamato il 13 giugno ad eleggere il nuovo rettore.
Rettore a fine anno? E che anche quest’appuntamento salti è molto più che una probabilità. Entro quattro giorni infatti, come stabilito dal Tar, l’Università di Perugia dovrà consegnare le motivazioni con le quali la Commissione elettorale centrale ha escluso le liste. Facile perciò immaginare quello che tecnicamente si chiama «motivi aggiunti», ovvero un nuovo ricorso: l’Udu e il suo avvocato cioè potranno contestare quanto riportato dai verbali, finora ignoti. A quel punto, il 5 giugno il Tar potrebbe prendere un’altra decisione provvisoria di sospensiva: niente sentenza quindi con l’udienza che verrebbe di nuovo spostata con conseguente slittamento delle elezioni studentesche e di quelle per il rettore. A quando non è facile da stabilire: sicuramente dopo l’estate ma probabilmente non a settembre visto che non sarebbe ancora chiaro il quadro degli studenti iscritti e perciò del corpo elettorale. Il nuovo rettore potrebbe perciò arrivare alla fine dell’anno.
I commenti «Io credo – dice a Umbria24 Bonetti – che il provvedimento del Tar sia lo spunto per una riflessione su quello che è accaduto in termini di trasparenza e legalità, elementi sui quali la procura di Perugia sta indagando, e in termini politici: a nostro avviso infatti gli studenti e il rettore si dovranno incontrare per trovare una soluzione politica che non può passare se non per l’ammissione di tutte le liste, nessuna esclusa». «E’ un fatto inammissibile quello verificatosi all’ateneo perugino – commenta invece in una nota Tiziano Scricciolo, coordinatore dell’Udu Perugia – , che ha segnato una delle pagine più tristi della storia dell’Università degli studi ma che, fortunatamente, si è concluso oggi con la vittoria della democrazia universitaria, già più volte e da più fronti attaccata in questi anni».
