All’Università per Stranieri di Perugia il nuovo anno accademico si è aperto con un momento di riflessione e solidarietà verso il popolo palestinese. Nella mattinata del due ottobre, presso il campus di parco Santa Margherita, studenti italiani e stranieri, docenti e personale dell’ateneo, insieme al rettore Valerio de Cesaris, hanno partecipato all’iniziativa organizzata dalle rappresentanze studentesche. Testimonianze, letture di poesie e canti tradizionali hanno dato voce alla drammatica condizione della popolazione di Gaza e della Cisgiordania.
Studenti e docenti «Come comunità studentesca – ha dichiarato Marica Carucci, vicepresidente della rappresentanza Unistrapg – vogliamo porre l’attenzione sull’impossibilità dei giovani gazawi di andare a scuola, di frequentare le università e di studiare. Chiediamo ai nostri coetanei di non voltarsi dall’altra parte rispetto a diritti fondamentali negati, come quello all’acqua, al cibo, alla dignità e alle cure». L’evento ha rappresentato l’occasione per dare spazio anche alle voci accademiche: il professor Salvatore Cingari, attraverso un messaggio registrato, ha invitato i ragazzi a non abituarsi all’ingiustizia, mentre il docente Alessandro Simoncini ha richiamato l’analisi del sociologo Iain Chambers, sottolineando come la Palestina resti il “cuore di tenebra” dell’universalismo occidentale.
Testimonianze La giornata si è conclusa con l’intervento di alcune studentesse palestinesi, che hanno intonato canti popolari del loro Paese, ringraziando l’ateneo per il sostegno dimostrato. Un segnale di partecipazione e consapevolezza da parte della comunità universitaria, che ha scelto di trasformare l’avvio delle lezioni in un momento di impegno civile e memoria collettiva.


