Polizia (Foto Archivio Fabrizio Troccoli)

Gli agenti dell’ufficio Immigrazione, lunedì hanno espulso ed accompagnato fino a un Cie della Sicilia uno spacciatore tunisino, scarcerato per fine pena dal carcere di Capanne. W. H. di 19 anni, è arrivato in Italia nel 2012. Dopo un breve periodo di dimora a Milano si è trasferito a Perugia dove viene arrestato due volte per stupefacenti e più volte identificato, senza patente, alla guida di scooter rubati.

I dettagli L’ultimo arresto per spaccio, effettuato a gennaio scorso a Foligno dagli agenti del commissariato, gli aprono le porte del carcere. Ieri , dopo la scarcerazione e la notifica di un provvedimento di espulsione nel pomeriggio, anche per lui è stato predisposto un viaggio in Sicilia, in compagnia di tre agenti, per un Cie dove è giunto a tarda sera. Verrà rimpatriato nei prossimi giorni.

Tunisino arrestato Ieri pomeriggio le “Volanti” hanno arrestato R. A., tunisino di 33 anni per evasione, per essersi allontanato arbitrariamente, a seguito di una lite con la compagna, dall’abitazione dove era ristretto agli arresti domiciliari. Verso le 17 infatti è arrivata al 113 una chiamata che segnalava una lite animata in una abitazione di via del Macello tra un uomo ed una donna di origine straniera. Gli agenti sul posto hanno trovato la donna, cittadina brasiliana trentasettenne, ma non l’uomo, che si era già allontanato dall’appartamento dopo la lite. Quest’ultimo, identificato poi per R. A. tunisino di 21 anni, con precedenti per stupefacenti e già arrestato dalle Volanti lo scorso ottobre per spaccio in zona Ferro di Cavallo è arrivato nell’abitazione in questione, solo dopo numerosi solleciti telefonici della compagna. Pertanto, siccome non era nuovo a questi episodi di violazione della misura cautelare essendo anche stato arrestato dai carabinieri per un episodio analogo il 24 novembre scorso, è stato accompagnato in questura e arrestato per evasione. Il p.m. di turno informato dell’accaduto, ha disposto che fosse trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa del giudizio direttissimo.

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