Creare un fronte unito fra istituzioni e cittadini contro il bullismo e lo spaccio di stupefacenti: è l’obiettivo della nuova strategia del ministero dell’Interno per la sicurezza degli studenti, oggetto di un’apposita direttiva illustrata nell’ultima riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolta in prefettura.
I rischi Partendo dalla consapevolezza della pericolosità delle droghe – incluse quelle sintetiche di ultima generazione – e dei rischi connessi bullismo che può alimentare forme di disagio minorile dalle conseguenze imprevedibili, l’incontro presieduto dal prefetto Gianfelice Bellesini è servito a mettere a punto nuove strategie di prevenzione.
Soggetti impegnati Il piano coinvolge direttamente le istituzioni, l’Asl, l’ufficio scolastico regionale, i vertici delle forze dell’ordine e la magistratura: all’incontro sono intervenuti anche il procuratore capo Cesare Martellino e il procuratore presso il tribunale per i minorenni di Perugia, Giovanni Rossi. Tutti hanno evidenziato la necessità di mantenere alto il livello di dialogo e sinergia fra i vari attori istituzionali e sociali impegnati nella tutela dei giovani, della loro sicurezza e del buon andamento delle attività didattiche e formative.
Un sms contro droga e bullismo Nel corso della riunione sono stati presentati i contenuti della direttiva Alfano e, in particolare, l’iniziativa ‘Un sms per dire no a droga e bullismo’ che prevede l’attivazione, a partire dal prossimo 27 ottobre del numero telefonico 43002 per segnalare via sms eventuali episodi di bullismo o spaccio nei pressi e all’interno delle scuole. L’sms sarà gratuito, potrà essere inviato in forma palese o anonima e all’inizio del testo dovrà contenere l’indicazione della provincia a cui si riferisce la segnalazione, per consentire al sistema nazionale di smistare immediatamente il messaggio alla questura competente. Quest’ultima attiverà l’eventuale intervento di una delle forze di polizia impegnate nel controllo del territorio.
Il prefetto «Siamo tutti consapevoli – ha commentato il prefetto Bellesini – che la sicurezza e il benessere dei nostri giovani non possono essere affidati esclusivamente alla scuola, alle famiglie o alle forze dell’ordine, ma necessitano di una rete che veda ugualmente partecipi e coinvolti una pluralità di soggetti che devono dialogare e interagire per il raggiungimento di un obiettivo comune. In questo contesto – ha aggiunto – è fondamentale il contributo attivo dei privati: genitori, docenti, operatori scolastici, medici di famiglia e semplici cittadini. Il numero 43002 sarà uno strumento di ascolto in più per permettere di valorizzare l’apporto di tutti nella prevenzione di reati tanto più odiosi in quanto rivolti ad una fascia di popolazione ancora immatura e vulnerabile. Massima riservatezza per proteggere chi denuncia, soprattutto se è minore».
