©️Fabrizio Troccoli

Dopo settimane di disagi ferroviari, cantieri aperti sulle principali direttrici stradali e nuove interruzioni annunciate per l’estate, la Regione alza nuovamente il livello dello scontro con il Governo, Rfi e Anas. Palazzo Donini parla di una situazione che «ha ormai superato ogni limite di tollerabilità» e torna a chiedere un intervento urgente per evitare quello che definisce un «isolamento di fatto» dell’Umbria.

La presa di posizione arriva mentre nelle prossime settimane si concentreranno ulteriori lavori sulla rete ferroviaria. Dal 5 al 10 luglio sarà sospesa la circolazione del Frecciarossa da e per Perugia, mentre dal 14 luglio al 6 settembre la linea ferroviaria Perugia-Terontola sarà interrotta per consentire gli interventi di potenziamento dell’infrastruttura. In quel periodo i collegamenti saranno garantiti con autobus sostitutivi.

Secondo la Regione, il problema non riguarda la necessità dei lavori, ma la mancanza di un coordinamento complessivo tra gli interventi programmati. Gli autobus sostitutivi della Perugia-Terontola dovranno infatti percorrere le stesse strade interessate dai cantieri di Anas nella galleria di Madonna Alta, dove sono in corso lavori di manutenzione, mentre nel capoluogo restano aperti anche i cantieri del Bus rapid transit. Una concomitanza che, secondo Palazzo Donini, rischia di riversare sulle strade cittadine un traffico ancora maggiore proprio nel periodo di massima presenza turistica e durante le principali manifestazioni estive.

La giunta guidata da Stefania Proietti denuncia inoltre il perdurare dei ritardi ferroviari che quotidianamente interessano i collegamenti da e per l’Umbria, tra variazioni d’orario, soppressioni e rallentamenti che continuano a penalizzare pendolari e viaggiatori. «I lavori programmati, pur necessari, non giustificano ritardi sistematici e di entità rilevante in assenza di informazioni chiare e tempestive», sostiene la Regione, secondo cui la situazione incide direttamente sul diritto alla mobilità di migliaia di cittadini.

Le criticità riguardano anche la rete stradale. Palazzo Donini torna a chiedere interventi sulla statale 318 Pian d’Assino, definita una delle principali emergenze infrastrutturali regionali dopo i numerosi incidenti mortali registrati negli ultimi anni. La Regione afferma che le risposte ricevute da Anas sono state finora insufficienti e sottolinea come l’azienda abbia comunicato che il completamento dell’ultimo lotto dell’opera, del valore stimato di 326 milioni di euro, non risulta finanziato perché non inserito nel contratto di programma 2021-2025. La giunta Proietti evidenzia di avere invece proposto il finanziamento dell’intervento nel nuovo programma trasmesso al Ministero delle Infrastrutture lo scorso autunno.

Altro fronte aperto è quello della E45. La Regione segnala un aumento del traffico pesante, attribuito anche ai maggiori costi autostradali e dei carburanti, che spingerebbero una parte dei mezzi a scegliere la superstrada umbra come itinerario alternativo. A questo si aggiunge la presenza di numerosi cantieri che, secondo Palazzo Donini, stanno ulteriormente rallentando la circolazione.

Per alleggerire la situazione, la giunta rilancia una proposta già avanzata nelle scorse settimane: limitare temporaneamente il transito sulla E45 ai soli mezzi pesanti con origine o destinazione in Umbria, escludendo quindi il traffico di attraversamento. Una misura che la Regione considera necessaria per migliorare le condizioni di sicurezza e la fluidità della circolazione.

Nel documento diffuso venerdì, Palazzo Donini afferma di avere più volte rappresentato queste criticità al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Rfi e ad Anas, anche nel corso di incontri ai quali hanno partecipato i prefetti di Perugia e Terni, senza però ottenere, finora, risposte ritenute adeguate.

Per questo la Regione chiede al Governo, a Rfi e ad Anas «atti concreti, risorse adeguate e tempi certi», sostenendo che l’attuale situazione rischia di produrre pesanti conseguenze economiche e sociali oltre a compromettere l’accessibilità dell’Umbria proprio nel periodo di maggiore afflusso turistico.

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