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sabato 27 febbraio - Aggiornato alle 10:04

L’Umbria resta ‘arancione’, il Governo ha deciso. Rimane la zona rossa decisa da Regione

L’aggiornamento settimanale sull’andamento epidemico. Crisanti: «Lockdown per 3 o 4 settimane»

©Fabrizio Troccoli

di Maurizio Troccoli

Nel giorno in cui si inizia ad avere maggiore contezza della vasta diffusione delle varianti del virus, almeno per quella inglese, l’Italia si sveglia con la notizia di un maggiore restringimento delle misure, da parte del Governo. Che vuole mantenere fino al 25 febbraio, la chiusura degli spostamenti tra le regioni e fa cambiare di colore alcune regioni sulla base dell’andamento epidemico. Le novità arrivano dall’aggiornamento settimanale sull’andamento epidemico.

«Umbria tutta rossa» Sarà poi il nuovo governo, quello di Draghi, a valutare, le ulteriori scelte da compiere. Ma oggi prima tra tutte c’è l’Umbria, nell’agenda delle assegnazioni dei colori, che viene confermata in zona arancione dal Governo, contrariamente a quanto era trapelato e pubblicato in precedenza, ovvero la decisione di attribuire il colore rosso all’intero territorio regionale. Rimane invece l’ampia zona rossa della provincia di Perugia e di 6 comuni del Ternano.

Cambiamenti Abruzzo, Liguria, Toscana e Provincia di Trento passano in zona arancione, mentre quella di Bolzano, proprio come l’Umbria viene confermata in zona arancione. Intanto nel primo pomeriggio di venerdì la bozza dell’Istituto superiore sanità ha classificato a rischio alto soltanto la regione Umbria, oltre alla provincia autonoma di Bolzano.

L’ANTICIPAZIONE SU AMPLIAMENTO A TERNI

Le varianti A influenzare la decisione del Governo, nonostante una apparente stabilità delle curve, che esprimono piccoli segnali di ripresa, ci sarebbe la sempre crescente consapevolezza della diffusione delle varianti. Fino a oggi, percepite come presenti solo nel perimetro del perugino. Venerdì mattina, in Lombardia, in particolare nel Bergamasco e a Bollate, Milano, sono stati registrati focolai Covid di varianti inglesi, in alcune scuole, che hanno annunciato la chiusura. Ma anche da altre parti d’Italia ci sono segnali che vanno in questa direzione.

INTERATTIVO: COVID-19, IL CONTAGIO NELLE SCUOLE DELL’UMBRIA: I DATI

Crisanti per il lockdown A condizionare la scelta del Governo, che sarebbe spinta anche dallo stesso ministro alla Salute Speranza e da quello dei Rapporti con le regioni, Boccia, c’è innanzitutto l’indice Rt. Secondo la Fondazione Gimbe, i numeri, apparentemente stabili, nascondono invece una risalita del contagio in Italia, che ha almeno 10 giorni di storia. Per l’Umbria il dato preso in esame, sostanzialmente è l’indice Rt a 1,07, parallelamente al picco dei ricoveri e allo stato di sofferenza degli ospedali. Secondo il virologo Crisanti è necessario «chiudere tutto, per 3 o 4 settimane, in stile Codogno».

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