©Fabrizio Troccoli

Un Sud Italia sempre più no vax a dispetto dell’Umbria che si accomoda ancora una volta, nel 2023, tra i primi posti della classifica nazionale delle regioni che vaccinano di più i bambini. Con la sua percentuale del circa 97 per cento di copertura vaccinale infantile, per quel che riguarda i vaccini obbligatori, l’Umbria è tra le più diligenti d’Italia, con circa due punti percentuali sopra la media nazionale ed è a oltre 10 punti percentuali di copertura vaccinale sopra le ultime regioni che sono provincia di Bolzano e Sicilia. I dati sono quelli del ministero della Salute relativi all’anno 2023.

Segnatamente per l’Umbria indicano una percentuale del 97,2 percento per l’esavalente ovvero vaccino contro la polio, difterite, tetano, pertosse, epatite b, emofilo dell’influenza e del 96,4% per il vaccino quadrivalente: morbillo, parotite, rosolia, varicella. Le altre che superano soglia 95% sono il Friuli con 97,9% per esavalente e 96,9 per quadrivalente e poi la Toscana, rispettivamente con 97,7 e 97,3%, l’Emilia con 97,4 e 97,2 e la Lombardia con 96,7% e 96,7%.

Raggiungere l’immunità di gregge non è soltanto una sicurezza per i vaccinati, ma anche per tutti quei bambini che per ragioni di varia natura, compresa quella del convincimento dei genitori, non sono stati vaccinati.

Il calo più eclatante si registra – a sorpresa – in Puglia, con un -2,8 per cento per l’esavalente e -1,4 per il quadrivalente tra il 2022 e il 2023. Seguono a ruota Calabria (rispettivamente -2,7 e -0,5 per cento) e Marche (-2,2 e -1,5). Penultima in assoluto è la Sicilia, con appena l’89,4 per cento di copertura per l’esavalente (-0,9 per cento rispetto al 2022) e il 90,7 per il quadrivalente. Peggio fa solo la provincia autonoma di Bolzano, terra tradizionalmente ostica per i vaccini (85,2 per cento per l’esavalente, 83,8 per il quadrivalente), che però, rispetto all’anno prima, è la regione più in crescita (+6,3 per cento e +5,2).

Il decremento ha già fatto sentire i suoi primi effetti per alcune malattie come il morbillo: 1.045 casi nel 2024 contro i 44 casi dell’anno prima. Un’impennata dovuta da un lato alla fine delle restrizioni anti-Covid, dall’altro al calo della vaccinazione in alcune Regioni. E le notizie dei morti per questa malattia negli Usa fanno capire quanto possa essere pericolosa. 

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