Qualche segnale di miglioramento sulle competenze degli studenti in Italiano e Matematica si ravvisa anche in Umbria, ma pure nel territorio la quota di studenti con un «livello adeguato» di competenze nelle due materie è ancora molto lontano dagli standard pre Covid del 2019. Emerge dal rapporto Prove Invalsi con cui viene scattata una fotografia aggiornata dei risultati conseguiti dagli studenti di tutti i gradi educativi del sistema scolastico nel corso dell’anno scolastico: le 213 pagine pubblicate il 16 luglio consegnano ancora una volta divari territoriali, con gli esiti delle verifiche tra i banchi che vengono, con dati soltanto nazionali, «associati ad alcuni fattori che emergono con forza», ossia il «contesto socio economico e culturale» e «il background migratorio». L’Umbria presenta un quadro complessivamente superiore alla media nazionale, con punte di eccellenza che si concentrano tra scuola primaria e secondaria di primo grado. Dalle scuole medie, infatti, arriva uno dei risultati migliori dell’Umbria, che si piazza, insieme alle Marche, al vertice della classifica regionale per studenti che al termine di quel ciclo hanno riportato risultati eccellenti: la quota dei “cervelloni” qui è del 22,8 a fronte di una media nazionale del 17,4. In Umbria anche la dispersione scolastica implicita è inferiore a quella italiana sia in terza media che in quinta superiore: gli studenti che raggiungono traguardi lontani da quelli attesi dopo otto anni di scuola in Umbria sono l’8,4 per cento (media nazionale 12,3), mentre al termine del ciclo educativo si scende al 6,1 (media nazionale 6,3).
Invalsi seconda elementare Molto positive, comunque, le prove Invalsi della scuola primaria, previste per le classi seconde e quinte. L’esito della prima verifica di italiano pensata per i più piccoli consegna all’Umbria un punteggio medio da podio, ossia 201,1 (a fronte di una media italiana di 191,6): meglio fanno solo Molise (202,2) e Friuli Venezia Giulia (201,6). La quota di bimbi che non raggiungo un livello adeguato di competenze, invece, gira tra il 25 e il 30 per cento. Un range, questo, che viene rilevato anche per la prova di matematica. Tuttavia, pure coi numeri, gli alunni delle scuole umbre si rivelano mediamente più abili dei coetanei italiani, con la regione che ottiene un punteggio di 198,7 (a fronte di una media italiana di 189,2), salendo sul podio dietro Basilicata (201,3) e Marche (199,4).
Invalsi quinta elementare Umbria al vertice anche con le prove delle classi quinte. Per l’italiano il punteggio regionale è di 203,7 (a fronte di una media nazionale di 196,3) ed è il terzo migliore d’Italia, dietro soltanto a Marche (205,9) e Molise (205,7). In quinta si riducono anche gli alunni con un livello di competenza bassa o molto bassa nella materia, che rappresentano una quota tra il 20 e il 25 per cento. Niente podio all’Umbria per la matematica, ma si resta comunque molto sopra media: il punteggio in questo caso è di 200,1 (a fronte del 191,4 italiano), tuttavia più ampia è la quota di alunni che non raggiungono gli obiettivi del programma, che sono tra il 30 e il 35 per cento. Dalla quinta, poi, si verifica con gli Invalsi anche la lingua inglese: il 96 per cento dei bimbi umbri ha capacità di reading (lettura) di livello A1 (a fronte del 90,9 del resto del paese), mentre per il listening (ascolto) si scende al 92 per cento (a fronte di una media nazionale dell’84,6).
Invalsi terza media Umbria medaglia d’oro tra le regioni anche per la prova d’italiano delle classi terze: qui è il 64 per cento degli studenti a confermare di aver acquisito, al termine di otto anni di scuola, competenze ritenute almeno adeguate (a fronte di una media italiana del 56,9). Tuttavia, il 64 per cento rappresenta la quota più bassa dal 2019, quando gli studenti umbri in linea con gli obiettivi educativi della materia erano addirittura il 70 per cento. Per la matematica il quadro è analogo, ma senza podio: in terza media il 63 per cento degli umbri ha raggiunto il livello minimo richiesto (a fronte di una media italiana del 54,5), ma fanno meglio Provincia autonoma di Trento (66), Veneto (65), Friuli Venezia Giulia e Marche (64). Anche in questo caso, comunque, si tratta del livello più basso dal 2019, con l’eccezione del 2021 quando si era scesi al 62 per cento: nell’ultimo anno scolastico prima del Covid il programma era maneggiato con consapevolezza dal 68 per cento. Positivo, invece, il trend per l’inglese: il livello A2 nel reading (lettura) è in possesso nell’87 per cento degli studenti umbri (a fronte di una media italiana dell’82,5), in crescita significativa sul 2019, quando il risultato era stato raggiunto dall’82 per cento. Impennata anche più rilevante per il listening (ascolto) con il 77 per cento degli studenti umbri che centra l’A2 (a fronte del 70,3 italiano), con un incremento di 12 punti percentuali rispetto allo standard regionale del 2019.
Seconda superiore Dalle scuole secondarie di secondo grado inizia l’allineamento umbro alla media nazionale. Tant’è che alle prove Invalsi di italiano delle classi seconde almeno un livello adeguato di competenze è stato raggiunto dal 61 per cento degli studenti (a fronte del 61,3 del paese): sul podio Veneto e Friuli (70), Lombardia (69) e Provincia autonoma di Trento (68). In Umbria la flessione rispetto al 2019 è particolarmente rilevante: allora a centrare gli obiettivi della materia era stato il 72 per cento e il risultato del 2026 è il peggiore della serie storica. La matematica riporta sopra media l’Umbria, dove il 58 per cento degli studenti ha raggiunto i traguardi previsti (a fronte del 54,6 italiano), ma comunque lo standard non è ai livelli dalle regioni migliori, ossia Provincia autonoma di Trento (69), Veneto (67), Lombardia (65). Il risultato 2026 è pure molto distante dagli standard umbri del 2019, quando un livello almeno adeguato lo possedeva il 67 per cento, e peggio del 58 per cento del 2026 c’è stato solo il 54 per cento del 2022.
Quinta superiore Quadro appena migliore per le prove Invalsi che precedono gli esami di Maturità, con gli studenti umbri che realizzano risultati superiori alla media del paese. In italiano a conseguire gli obiettivi minimi è il 57 per cento (a fronte del 54,1 nazionale), ma sul podio ci sono Friuli Venezia Giulia e Veneto (65), Lombardia (63) e Provincia autonoma di Trento (61). In questo caso, va segnalato che rispetto allo scorso anno la quota di studenti che ha raggiunto il livello di competenze minime è cresciuto di 3 punti percentuali, ma scorrendo fino al 2019 il gap è negativo per 11 punti percentuali. Analoghi gli esiti della prova Invalsi di matematica: a “superarla” il 57 per cento degli umbri (contro il 54,1 italiano), ma niente podio, che va alle stesse regioni, dove si viaggia tra il 65 e il 61 per cento. Il confronto con lo scorso anno anche qui è positivo per 2 punti percentuali, ma nel 2019 a raggiungere i traguardi previsti in matematica era stato il 63 per cento degli studenti umbri, anche in questo caso il gap è negativo per 11 punti percentuali. Trend sempre positivo e nuovi record di conoscenze per l’inglese, con un livello B2 nel reading (lettura) raggiunto dal 59 per cento degli umbri (seppur al di sotto della media italiana 61,1) con 5 punti di crescita rispetto al 2019. Per il listening (ascolto) ha una comprensione da B2 il 47 per cento (46, 6 italiano) con una crescita di 13 punti percentuali sul 2019.
Competenze digitali Misurate anche le competenze digitali, per le quali però non viene fornita la serie storica dei risultati, ma una comparazione tra gli studenti che hanno raggiunto un livello intermedio alle prove svolte in seconda e in quinta superiore: in Umbria le quattro macro aree comparate hanno tutte il segno più. Per alfabetizzazione su informazioni e dati l’Umbria figura tra le regioni a livello intermedio (tra seconda e quinta superiore cresce del 2,7 la quota di studenti che centra il livello intermedio); per comunicazione e collaborazione la regione ottiene un livello avanzato (anche qui +2,7); stessa collocazione per creazione di contenuti digitali (+9,9); infine per l’area sicurezza il piazzamento è tra livelli intermedio e avanzato (+3).
Conclusioni Nelle conclusioni del rapporto, come si vede dall’analisi dei risultati degli studenti umbri, gli elementi positivi riguardano lo sviluppo marcato delle competenze nella lingua inglese e quelle di natura digitale, a fronte del «progressivo indebolimento degli apprendimenti di base in Italiano e Matematica». Sul punto viene «ravvisata una continuità temporale», motivo per cui «l’ipotesi di un effetto pandemico di medio-lungo periodo, pur mantenendo una propria plausibilità, appare sempre meno sufficiente a spiegare da solo le dinamiche osservate». In questo senso, è considerato «necessario interrogarsi anche su fattori di natura strutturale, riconducibili ai profondi cambiamenti sociali, culturali e tecnologici che stanno modificando i processi di insegnamento e apprendimento e, più in generale, il rapporto tra giovani, apprendimenti e scuola». Viene poi evidenziato un’altra criticità, su cui il rapporto a livello regionale non fornisce dati puntuali, vale a dire che «in diversi casi il calo complessivo non deriva esclusivamente dall’aumento della quota di studenti che non raggiungono i livelli minimi attesi, ma anche dalla riduzione di coloro che conseguono i risultati più elevati». In questo senso, viene «osservata una progressiva contrazione delle fasce alte di apprendimento, fenomeno che interessa con particolare frequenza territori e contesti che storicamente rappresentavano i livelli di eccellenza del sistema scolastico italiano». In questo senso, «il segnale» viene considerato «un invito a riflettere sulle fragilità negli apprendimenti così come sulla capacità della scuola di continuare a valorizzare pienamente il potenziale anche di chi può conseguire risultati più elevati».
