Parte dalla Valnerina e dall’intera area del territorio interno allo Spoletino il grido disperato dei pastori che lanciano l’allarme sull’epidemia della lingua blu. «Ogni mattina è un bollettino di guerra – raccontano alcuni allevatori umbri che non vogliono essere identificati per timore che si siano effetti negativi per le loro piccole aziende -, tra quelle che muoiono e le nuove che si infettano, contiamo ogni giorno decine di capi. Comunichiamo tra noi pastori e vediamo che l’epidemia si sta diffondendo a macchia d’olio. Siamo sicuri – aggiunge – che l’intera zona della Valnerina, Baiano, Monteleone di Spoleto, Sellano, Vallo di Nera e fino a Colfiorito, ci sono almeno una ventina di pastori, in contatto con noi che hanno denunciato l’arrivo dell’epidemia nelle loro greggi».

Uno degli allevatori parla a Umbria24 ma ritiene di rappresentare l’appello di quanti in questo territorio stanno combattendo contro una insidia che richiede quanta più vaccinazione possibile, disinfestazione ma anche migrazione dei capi in zona sane. La febbre catarrale degli ovini, o bluetongue o, ancora, epidemia della lingua blu è una malattia virale trasmessa da insetti vettori che colpisce ruminanti domestici e selvatici. Le alte temperature sono ovviamente la premessa all’arrivo di questo tipo di zanzare.
L’Umbria che fino ad oggi era rimasta ai margini dell’epidemia sembra pienamente raggiunta e i pastori sono preoccupati: «Non riesco a mangiare dal terrore che vivo ogni giorno – racconta uno dei pastori di Vallo di Nera -. Ho già una decina di ovini morti, e una quindicina che si sono infettati e, in questo momento, stano vivendo una terribile agonia, senza che noi riusciamo a fare nulla. Arriviamo la mattina in stalla e troviamo altre pecore gonfie. Ci telefonano i pastori amici e denunciano la stessa situazione».

Secondo i dati più recenti, al 6 febbraio 2025 in Sardegna si contano oltre 75.000 capi ovini morti e più di 4.000 focolai dall’inizio dell’epidemia nella primavera 2024. La malattia, trasmessa da insetti vettori e non pericolosa per l’uomo, colpisce soprattutto ovini e caprini, causando febbre, ulcere, cianosi della lingua e gravi danni agli allevamenti. La perdita di animali non è l’unico danno: aborti, calo della produzione di latte e la necessità di abbattere capi debilitati compromettono la sostenibilità delle aziende anche negli anni successivi
Casi sono stati segnalati anche in Lombardia, con nove comuni bresciani inseriti nelle zone di restrizione, e in Liguria, dove si registrano focolai nell’entroterra di Genova e Savona, legati al sierotipo Btv 8. In Toscana, aggiornamenti della Regione parlano di quasi cento focolai confermati. Il fenomeno interessa inoltre Piemonte, Calabria e altre regioni del Centro-Sud, seppur con numeri inferiori rispetto all’isola.
Le campagne di vaccinazione, pur fondamentali, non riescono a coprire tutti i sierotipi circolanti. Le associazioni di categoria, nelle aree colpite, chiedono indennizzi rapidi e strategie di prevenzione più efficaci, mentre le istituzioni lavorano a nuovi piani vaccinali e a una maggiore uniformità nelle regole di movimentazione degli animali
La lotta alla lingua blu si conferma una sfida complessa, aggravata dal cambiamento climatico che favorisce la diffusione degli insetti vettori. I pastori dell’Umbria, proprio come quelli sardi chiedono un aiuto immediato: «Abbiamo urgente bisogno di indennizzi. Stiamo facendo fronte persino agli smaltimenti senza nessun aiuto economico e non è semplice. Non abbiamo rimborsi per acquistare nuovi capi e chiediamo alla Regione di attivarsi per metterci in condizione di continuare a portare avanti le nostre attività che sono sempre più abbandonate per i sacrifici che comportano in condizioni di isolamento».
Dal mondo agricolo viene segnalato come le campagne di vaccinazione non risultino sufficienti a fronteggiare il fenomeno e che un concreto aiuto può venire dalle disinfestazioni. E’ la ragione per cui agli enti regionali vengono richiesti aiuti economici per i repellenti in modo da essere immediatamente operativi.
