di Daniele Bovi
L’azienda unica regionale dei trasporti è in vendita. Nel corso dell’assemblea dei soci di venerdì infatti Regione, i Comuni di Perugia, Terni e Spoleto e le due Province hanno dato il via libera alla ricerca del nuovo socio, privato o pubblico che sia. La novità che emerge dal summit di venerdì è però importante e riguarda la quantità di azioni da mettere sul mercato. Se nei giorni passati il dibattito era aperto e c’era incertezza, ora un tetto massimo è stato fissato: attraverso un bando di gara europeo i soci pubblici dell’azienda cercano un partner che potrà acquistare fino al 66% di UM. Una quota superiore al 51% (almeno) indicato dai due advisor nel piano di ristrutturazione e rilancio vergato a novembre.
I paletti L’altro paletto fissato con forza dai soci è che per aspirare al «matrimonio» il futuro sposo dovrà avere determinate caratteristiche, che sono sostanzialmente quelle descritte lunedì scorso dalla presidente della Regione Catiuscia Marini nel corso della conferenza stampa congiunta con tutti i soci: un partner che sia solido finanziariamente, con esperienza del settore tanto italiana quanto europea. In molti ci vedono il profilo di Trenitalia (attraverso la controllata Italbus), ma al momento l’unica cosa certa è che i soci non vogliono consorzi costituiti ad hoc. Insomma, niente avventurieri dei trasporti perché in ballo c’è il diritto alla mobilità di una regione e circa 1.500 stipendi.
I BIGLIETTI IN ALCUNI COMUNI POTREBBERO AUMENTARE DEL 15%
Il prestito L’altro punto fondamentale messo sul tavolo, questa volta dalla sola Regione, è il maxi-prestito annunciato lunedì. Come noto, palazzo Donini attingendo dai fondi per il trasporto pubblico presterà (concordando con la società un piano di rientro) un’iniezione di liquidità con un tetto massimo di venti milioni di euro. Per concedere questo prestito serve un emendamento al bilancio che la giunta ha intenzione di portare in consiglio regionale, per essere approvato, nei primi giorni di aprile. Una soluzione che di fatto mette in secondo piano la pista delle banche (insoddisfatte dalla lettera di patronage), le difficoltà sul fronte ternano in merito all’aumento di capitale e che permette di guardare alle prossime scadenze (il 10 di ogni mese si pagano gli stipendi) con più tranquillità.
Soldi e tempi Insieme al maxi-prestito (il cui piano di rientro sarà concordato con UM), come emerso nelle scorse settimane la giunta pensa di erogare in modo diretto all’azienda i fondi destinati al tpl, senza farli passare dai Comuni così da accorciare i tempi evitando anche possibili intoppi legati al patto di stabilità. Dei 100 milioni recentemente toccati all’Umbria dal riparto nazionale, tolti quelli per il contratto con Trenitalia (una trentina) il resto sarà erogato ogni mese per i servizi svolti. Tutte mosse che fanno comunque parte di una fase che la stessa presidente ha definito transitoria, al termine della quale ci sarà il «matrimonio» col nuovo partner. Tra i quattro e i cinque mesi, secondo i tecnici, i tempi necessari all’espletamento di tutte le pratiche.
