di Daniele Bovi
Un piano di riorganizzazione di Umbria mobilità dal 2014 al 2022 che riguarda molti settori della società, compresi ovviamente mezzi e personale. Chi ha potuto sbirciare le pagine della proposta (l’unica) presentata da Busitalia parla di un piano complesso e voluminoso. Alla società del gruppo Trenitalia lunedì la commissione di gara ha aggiudicato, in via provvisoria, il 70% di UM Esercizio, la società frutto dello scorporo che si occuperà di trasportare gli umbri nei prossimi anni. Giovedì si riunirà il consiglio di amministrazione di UM per l’aggiudicazione definitiva, ovvero per mettere il timbro sulla cessione. Poco più di una formalità mentre ora si comincia a ragionare sul piano di riorganizzazione.
Il piano Molta attenzione ovviamente c’è da parte di lavoratori, sindacati e istituzioni proprio intorno ai piani del gruppo di Mauro Moretti a proposito della forza lavoro. Su questo punto la strada sembra essere tracciata in modo chiaro: i livelli occupazionali diminuiranno sì, ma in modo molto leggero. La curva disegnata dalle Ferrovie dello Stato è calante, sulla base di una progressione verso il basso assai leggera. Insomma, almeno secondo le carte Mauro Moretti non userà il machete in Umbria e più che altro la strategia sembra basarsi su un blocco del turn over. Quelli che andranno in pensione cioè non verranno sostituiti con nuovo personale.
Omogeneizzazione L’incognita riguarda però la consistenza del Fondo per il trasporto pubblico locale che, se dovessero calare, potrebbero costringere i nuovi proprietari di Umbria mobilità a scelte al ribasso. In vista del buon esito della cessione ci sono poi da mettere in campo tutte le azioni (vedi ad esempio la ricapitalizzazione) che riguardano il piano di risanamento varato ormai molti mesi fa dai due advisor scelti dai soci pubblici. E di Umbria mobilità si è discusso anche durante l’ultima seduta del consiglio provinciale di Perugia, per ancora poco socio di maggioranza dell’azienda. In particolare, a seguito dell’interrogazione di Luca Baldelli (Prc) si è parlato della cosiddetta omogeneizzazione dei trattamenti retributivi dei dipendenti, della necessità di intervenire sui compensi dei dirigenti e delle tariffe.
Stipendi Quanto al primo punto l’assessore ai Trasporti Luciano Della Vecchia ha spiegato che «è stata messa una prima tranche pari ad un milione di euro per riavviare il percorso. È stato siglato un accordo – ha detto – ma l’omogeneizzazione avrà dei tempi con tanto di cronoprogramma per giungere alla medesima». Sui compensi dei manager invece l’assessore ha detto che sono «sproporzionati rispetto agli stipendi dei lavoratori e per questo servirebbe un tetto massimo». Per il futuro Della Vecchia ha assicurato che la situazione «sarà diversa» ma che comunque sono stati applicati i contratti nazionali di categoria. Quanto alle tariffe invece «la Provincia – ha detto – rispetto a tutti gli altri enti concedenti non ha fatto aumenti tariffari. Gli aumenti degli abbonati sono stati fino a un massimo del 10 per cento. Per favorire la ripresa dei mezzi pubblici abbiamo anche ripristinato l’abbonamento settimanale».
Lo sciopero In tutto questo per venerdì in Umbria sono state indette, come noto, otto ore di sciopero generale da parte delle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil. Per quanto riguarda la provincia di Perugia, i dipendenti di UM garantiranno i trasporti dalle 7 alle 20, mentre le scale mobili e l’ascensore inclinato del capoluogo saranno aperti con l’orario consueto. Sciopero dalle 20 alle 24 anche in Provincia di Terni, mentre i lavoratori del servizio ferroviario di Umbria mobilità si asterranno dal lavoro dalle 17 alle 21.
Twitter @DanieleBovi
