di Daniele Bovi
Il 5 novembre si saprà con più precisione il futuro prossimo di Umbria Mobilità. In quella data infatti ci sarà l’assemblea ordinaria dei soci dell’azienda unica della mobilità regionale che dovrà prendere decisioni importanti, dal taglio dei costi al piano di rientro fino al management. Nel corso di una riunione preliminare tra i soci che si è tenuta venerdì mattina a Perugia e da più parti definita «interlocutoria», si è discusso anche della trentina di pagine che compongono la relazione degli advisor nominati alla fine del settembre scorso con la precisa missione di curare i rapporti con le banche che, negli auspici di UM e dei soci, dovranno sbloccare a breve un prestito ponte da circa 25 milioni di euro per permettere all’azienda di sopravvivere.
Trenta pagine Trenta pagine al centro delle quali c’è la situazione finanziaria di UM. Ferruccio Bufaloni e Salvatore Santucci nel documento spiegano, tra le altre cose, come al centro dei guai di UM ci siano i crediti romani. Quei 49 milioni di euro, dovuti dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio per i servizi prestati nella regione da UM tramite la partecipata (al 33,3%) Roma Tpl, che sono una delle cause della pesante crisi di liquidità della società. Una situazione, hanno fatto capire, sfuggita di mano nel corso del tempo. Per convincere le banche ad aprire il cordone della borsa, anche sulla base dell’aumento di capitale varato dai soci nelle settimane scorse, c’è però bisogno di un piano di rientro credibile e di un altrettanto credibile taglio dei costi.
Strategie Così come c’è bisogno di soldi, subito, per pagare gli stipendi il 10 novembre. Sul tavolo c’è anche la vendita di assets e partecipazioni ritenute non strategiche. Tutto ciò che non ha strettamente a che fare coi trasporti sarà messo in vendita. In più rimane sempre la possibilità di sganciare l’azienda dal ramo romano e di portare avanti i contatti, che proseguono, con Trenitalia-Italbus per il possibile ingresso di un socio privato nel capitale sociale dell’azienda. Di certo il 5 novembre ci saranno novità anche per quanto riguarda il management e il cda della società. Al tavolo, venerdì mattina, il barometro segnava con forza burrasca. Più che un’ipotesi quindi quella che vuole una profonda revisione della governance dell’azienda che ha appena due anni di vita.
Il 2013 Capitolo a parte è quello del 2013, quando ci sarà la gara per il rinnovo dei contratti di servizio. Due le voci, le tariffe e i contratti di servizio, che UM chiede di aumentare per sanare uno squilibrio che nell’ultimo bilancio approvato, quello del 2011, è definito «strutturale». I ricavi per corrispettivi da contratti di servizio, cioè quanto ogni Comune paga a chilometro a UM, secondo la relazione «sono inadeguati». UM perciò chiede di rivedere già dal 2013 l’indice di rivalutazione dal 10% almeno al 15-20%. E poi ci sono le tariffe, cioè i biglietti pagati dagli utenti. Finora solo il Comune di Perugia ha inasprito il costo, ma ciò non basta: «Per il completo superamento – si dice nella relazione – dello squilibrio strutturale della società», serve un aumento non inferiore al 20-30% «da estendere in maniera generalizzata a tutto il territorio regionale». O così, o l’attività nel futuro è a rischio: «Un adeguamento dei corrispettivi in maniera congrua – è scritto ancora – dovrà rappresentare la condizione dalla quale non si potrà in alcun modo derogare se si vuole salvaguardare il “sistema azienda”».


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