di Daniele Bovi
Un mese per capire se l’autobus guidato dai sindacati e quello dal management di Busitalia potranno correre nella stessa direzione o se finiranno per scontrarsi. Lunedì Cgil, Cisl, Uil e le altre sigle hanno incontrato i vertici dell’azienda controllata dalle Ferrovie dello Stato: sul tavolo i problemi che riguardano l’organizzazione del lavoro. Busitalia ha prospettato la situazione e spiegato che c’è bisogno di recuperare margini di produttività e di intervenire sull’organizzazione del lavoro, elevando l’orario di servizio settimanale a 39 ore, così come avviene in altre aziende controllate dalla società.
Nodo 39 ore Dalla sua il sindacato ha spiegato che grandi margini di manovra non ce ne sono ma per il momento non c’è un muro contro muro: le parti hanno infatti deciso di dare vita ad una serie di tavoli tecnici, a seconda delle zone di bacino, dove confrontarsi e capire se si può arrivare ad una soluzione che soddisfi tutti, senza compromettere da subito i rapporti. Il confronto durerà per l’interno mese di maggio, poi si tireranno le somme e si capirà se e quanta strada si può fare insieme. Altro punto decisivo per i sindacati sarà il piano industriale, che Cgil e soci sono tornati a chiedere durante l’incontro di martedì.
Il Piano di bacino Notizie sono attese anche dal fronte istituzionale. Approvato infatti nelle settimane scorse, da parte della giunta regionale, il nuovo Piano dei trasporti, ora tocca alla Provincia di Perugia. Per l’8 maggio in piazza Italia è stata infatti convocata la Prima commissione consiliare, chiamata a discutere e ad approvare il nuovo Piano di Bacino del trasporto pubblico locale.
Twitter @DanieleBovi
