«La Provincia di Perugia ha sempre onorato i propri impegni finanziari con Umbria Mobilità, anzi paga con anticipo». A riferirlo è l’assessore ai Trasporti dell’ente di piazza Italia, Luciano Della Vecchia. Una nota spedita dopo quanto riferito venerdì dai sindacati secondo i quali alcuni enti soci dell’azienda unica regionale dei trasporti non avrebbero versato tutte le somme dovute per i servizi effettuati, tanto che in cassa mancherebbero circa nove milioni di euro. «Le dichiarazioni rilasciate dalle organizzazioni sindacali – scrive Della Vecchia – in merito alla vertenza in atto nei confronti di Umbria Tpl Mobilità obbligano la Provincia di Perugia a una replica decisa per quanto riguarda l’accusa di non aver onorato gli impegni finanziari, da tempo scaduti, per servizi ricevuti da Umbria Mobilità».
La replica Replica che consiste proprio nello spiegare come l’ente abbia sempre fatto il proprio dovere: «Non solo l’ente – dice l’assessore – ha sempre onorato i propri impegni finanziari, ma ricordo che da quando si è evidenziata la crisi dell’azienda regionale dei trasporti e per andare incontro alle gravi difficoltà dei lavoratori, le proprie quote anziché versarle bimestralmente, come avveniva in passato, vengono addirittura conferite in anticipo rispetto alla scadenza e parliamo di un milione e mezzo di euro al mese. In più, prima ancora di altri soci di Umbria Mobilità, la Provincia di Perugia, già dall’agosto scorso ha concesso un prestito di 4 milioni di euro all’azienda». Aspetti che lo stesso assessore Della Vecchia ha già spiegato ai lavoratori che lunedì hanno presidiato l’azienda, con l’impegno a consegnare alle organizzazioni sindacali, «in tempi brevissimi», tutta la documentazione comprovante prestito e conferimento mensile delle quote.
La vendita «Per non lasciare dubbi o equivoci in sospeso, vista la difficoltà del momento – conclude Della Vecchia – mi sono già adoperato per avere spiegazioni dall’azienda Umbria Mobilità che ha fornito informazioni non esatte ai lavoratori e ai loro rappresentanti». Sul tavolo c’è però soprattutto la questione legata alla vendita delle quote della società (al massimo il 70%) ad un nuovo partner industriale da individuare attraverso un bando di gara europeo, i cui punti sono stati discussi lunedì nel corso dell’assemblea dei soci. Un tema sul quale interviene il consigliere regionale del Prc Damiano Stufara. Secondo Stufara «si va delineando sempre più nettamente il rischio della perdita, da parte degli enti pubblici locali e della Regione, della governance su Umbria Mobilità, dove le istituzioni umbre verrebbero a trovarsi, in termini di quote societarie nella gestione, in netta minoranza rispetto al nuovo partner».
Preoccupazione «Con l’ingresso in forme così dirompenti di un nuovo socio – dice Stufara -, anche se facente capo ad un’azienda pubblica come Trenitalia, si stravolgono i principi programmatori che hanno dato vita ad Umbria Mobilità, il cui centro decisionale verrebbe così sottratto al controllo democratico. Un processo che desta preoccupazione anche in forza della previsione di incremento del rapporto tra ricavi di biglietto e costi di servizio, che in una regione dalla popolazione largamente diffusa nel territorio determinerebbe gravi ricadute, compromettendo il diritto alla mobilità delle fasce più svantaggiate e mettendo in discussione diritti acquisiti dai dipendenti dell’azienda. Non è riducendo i servizi per attrarre nuovi partner che sta la soluzione, bensì nella ricerca di soluzioni che assicurino, in primo luogo, il primato delle istituzioni nell’ambito dei trasporti pubblici».
