di Daniele Bovi
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Due milioni di chilometri su un totale di circa venti. A tanto ammonta il taglio delle corse effettuate da Umbria Mobilità, l’azienda unica regionale dei trasporti che sta vivendo mesi di durissima crisi. Una cifra che i tecnici, che stanno studiando la pratica in questi giorni, assicurano essere ancora «indicativa» e che ha alcuni mesi per essere definita con precisione: fino alla fine del periodo scolastico infatti, cioè fino alla metà di giugno, non verrà toccato nulla. Da lì in poi, secondo le linee guida che si vanno elaborando, si andrà ad incidere specialmente in quelle aree dove l’azienda brucia più risorse. Il taglio dei chilometri è una questione connessa strettamente alla gara per il rinnovo dei contratti di servizio che legano le amministrazioni comunali dell’Umbria a UM: con il dossier ormai rinviato definitivamente al 2014, la società non potrà spuntare corrispettivi maggiori fino all’anno prossimo.
I corrispettivi Oggi questi ammontano a circa 1,80 euro a chilometro, una cifra ormai unversalmente considerata troppo bassa. A metterlo nero su bianco fu anche l’ex numero uno dell’azienda Moriconi nel bilancio 2011. Nella sua relazione spiegava infatti che UM, visti i bassi corrispettivi (e pure i prezzi dei biglietti in alcune aree troppo bassi) è un’azienda strutturalmente squilibrata: in sintesi, i ricavi non coprono i costi per circa 8-9 milioni all’anno. Nella sua audizione in consiglio provinciale della scorsa settimana invece Dante De Paolis, il dirigente del settore Servizi finanziari del Comune di Perugia e neo membro del cda dell’azienda, faceva notare che la media nel resto d’Italia è di circa 2,50 euro a chilometro.
Dove si taglia E così, dove si bruciano soldi si sforbicia. L’indiziato numero uno è l’area dello Spoletino-Folignate dove potrebbe essere tagliato il 35-40% dei chilometri attualmente effettuati. Nel Ternano la quota dovrebbe assestarsi intorno al 20% mentre il Perugino se la caverà con circa il 5%. Una manovra che dovrebbe permettere, almeno secondo le stime dei tecnici, un risparmio di quattro milioni di euro all’anno e che si si basa su alcune evidenze che raccontano di una situazione a macchia di leopardo in giro per l’Umbria. A Perugia ad esempio, dove il costo del biglietto è alto, sui tragitti urbani c’è un introito medio di un euro a chilometro. In alcune zone dello Spoletino e della Valnerina invece questa cifra crolla a dieci centesimi di euro a chilometro.
IL PIANO DI RILANCIO DEGLI ADVISOR
Il summit in Regione Lunedì pomeriggio poi a palazzo Donini è andato in scena l’incontro tra sindacati, soci e azienda lungamente richiesto dai rappresentanti dei lavoratori. Al tavolo, al quale erano ovviamente presenti la presidente Catiuscia Marini e l’assessore regionale ai Trasporti Silvano Rometti, i soci sono venuti incontro ad alcune delle richieste delle sigle. Il primo impegno riguarda l’approvazione «quanto prima» delle delibere con cui i vari enti danno il via alla ricapitalizzazione, alla lettera di patronage per convincere le banche a concedere il prestito da 25 milioni di euro e in generale al piano di ristrutturazione. I soci poi si impegnano a convocare l’assemblea per dare seguito a tutto ciò nei primi giorni di febbraio e a «disciplinare contestualmente i rapporti e le scelte per la gestione dei servizi fuori regione». Tradotto, a febbraio UM potrebbe sospendere i servizi a Roma: visto che gli enti non pagano, si eviterebbe così di far maturare ulteriori crediti (che oggi ammontano a 66 milioni).
FOTO: LA LETTERA DI PATRONAGE DEL COMUNE DI PERUGIA
Il partner La compagine sociale di UM poi vuole individuare «un nuovo soggetto industriale, che garantisca la massima affidabilità nel settore del trasporto, attraverso un bando di gara che dovrà avere come obiettivo fondamentale quello della gestione dei servizi nella regione Umbria». Insomma si vende e, stando a quanto previsto nel piano di rilancio, l’offerta potrebbe essere del 51%. Da ultimo poi, cosa che interessa molto i lavoratori, i soci si impegnano a «mettere in atto le azioni necessarie» per pagare stipendi e fornitori. Questi ultimi infatti aspettano circa 30 milioni di euro.
COSI’ LE DELIBERE NEGLI ALTRI ENTI
La delibera di Perugia In questo quadro lunedì mattina la commissione Bilancio del Comune di Perugia ha esaminato la delibera, compresa la lettera di patronage, e ha deciso di aggiornarsi a venerdì. L’atto della giunta infatti i consiglieri lo vogliono approfondire prima di votarlo. L’Udc, tramite Mauro Cozzari, «non vuole firmare cambiali in bianco», il Pd di Mearini giudica il prolungamento della discussione «indispensabile», l’opposizione chiede lumi e Pampanelli, Prc, «vuole vederci chiaro. Ho perplessità – ha detto – su una delibera che ritengo comunque indispensabile». Appuntamento a venerdì per il voto in commissione e poi, probabilmente, a lunedì per il semaforo verde in consiglio.
