di Daniele Bovi
Dopo settimane di attesa, l’agognato semaforo verde è arrivato. Giovedì pomeriggio infatti l’Antitrust ha dato il suo benestare all’acquisto del 70% di Umbria Mobilità Esercizio da parte di Busitalia, società del gruppo Trenitalia che si era recentemente aggiudicata la gara. L’operazione secondo l’Antitrust quindi non genera una concentrazione eccessiva e può avere il via libera. Contestualmente a ciò, sempre nella giornata di giovedì è stato firmato l’accordo che prevede il passaggio dei dipendenti alla nuova società frutto dello scorporo, con alcune garanzie, ma non tutte quelle pensate ad agosto. Accordo che arriva dopo il forte strappo dei giorni scorsi, quando l’azienda nonna voluto sottoscrivere il protocollo messo nero su bianco tra sigle e soci alla metà d’agosto.
L’accordo In premessa però i timori non mancano: «Le parti firmatarie – è scritto – esprimono una grande preoccupazione per il perdurare di una situazione di particolare difficoltà ed incertezza che, per quanto attiene all’assetto economico e finanziario, coinvolge tutto il personale del trasporto pubblico regionale locale». Con la firma di giovedì vengono in sostanza garantiti ai lavoratori i punti salienti della contrattazione in vigore prima del passaggio, che riguardano stipendi e non solo. Nero su bianco poi viene scritto che anche tutti i crediti e i debiti «saranno conservati secondo la situazione in atto al conferimento».
IL PIANO DI RISANAMENTO
LE CAUSE DELLA CRISI
Livelli occupazionali Garanzie, oltre che per la prosecuzione dei contratti anche a tempo determinato, ci sono anche sui livelli occupazionali, con il turn over previsto come unica possibilità di intervento. Nell’accordo è riportata anche una localizzazione dei dipendenti sul territorio e, nel caso in cui alcuni lavoratori dovessero essere spostati, i patti prevedono che ci si metterà intorno a un tavolo per decidere. Una volta spostati poi i lavoratori manterrebbero «i profili professionali acquisiti nonché le possibilità di avanzamento professionale». Per quanto riguarda produttività ed organizzazione del lavoro, «le parti si impegnano ad attivare un tavolo sindacale di confronto e contrattazione».
Trasferimenti Inoltre se servirà personale aggiuntivo scatterà la prelazione «con una mobilità da Umbria mobilità Esercizio», nel secondo caso invece si utilizzerà «personale già utilizzato per analoghe funzioni». Il trasferimento in seno ad Um Esercizio però non riguarda tutti i dipendenti. Come noto da tempo infatti 60, di cui 47 sono quelli che si occupano della manutenzione della rete ferroviaria, mentre gli altri sono amministrativi («da adibire – recita l’accordo – ad esigenze legali, amministrative e tecniche»), rimarranno in capo a Umbria mobilità Patrimonio.
