Umbria Mobilità (foto Fabrizi)

di Daniele Bovi
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Umbria Mobilità infila, parzialmente, la retromarcia. Dopo il taglio di due milioni di chilometri scattato il 9 giugno con l’entrata in vigore dell’orario estivo, l’azienda è pronta a rivedere una parte delle sue scelte. L’assessore regionale ai Trasporti Silvano Rometti giovedì ha incontrato l’amministratore delegato della società Franco Viola e dal faccia a faccia è emersa l’apertura. Non tutti i chilometri tagliati ovviamente, che ammontano complessivamente al 7% del totale di quelli fatti dall’azienda sul territorio regionale, verranno ripristinati. La sensazione è quella che si cercherà di andare incontro alle proteste che in questi giorni si sono sollevate da alcuni sindaci, come quelli di Norcia e Cascia, che sostengono come con il nuovo orario i loro territori siano isolati. Di certo, spiegano da UM, non si accoglieranno tutte le richieste di quelli che cominceranno a bussare alle porte.

Stipendi il 18 Con l’orario estivo, come detto, il taglio di due milioni di chilometri ha portato alla sparizione di alcune linee e di alcune corse soprattutto in quelle fasce orarie dove c’è meno affollamento. Meno affollamento che, fanno notare dall’azienda, in certi casi è un eufemismo visto che alcuni autobus viaggiano praticamente vuoti: per questi le porte rimarranno inesorabilmente chiuse. Per quanto riguarda gli stipendi invece, giovedì è arrivata la rassicurazione che, come spiegato nei giorni scorsi, gli emolumenti verranno pagati il 18 (invece che il 10). Dove la notizia, confessano da UM, è non tanto il ritardo quanto il fatto che la società riesca a pagarli. Il che dà il polso della situazione. Nelle buste paga non ci sarà l’una tantum da 200 euro derivante dal contratto nazionale e, secondo quanto trapela, a luglio potrebbe non essere corrisposta la quattordicesima. Proprio la sua mancata erogazione, un anno fa, ha permesso di portare alla luce la crisi della società.

La polemica A tenere banco poi è la polemica sulla nuova dirigenza, in particolare sul contratto del nuovo amministratore delegato Viola, tanto che il presidente Lucio Caporizzi è stato costretto giovedì a prendere carta e penna per vergare una nota ufficiale. A dare il la è stato il consigliere regionale (e segretario) dell’Idv Paolo Brutti: «Si avvii un’indagine – ha detto presentando un’interrogazione -, con il coinvolgimento del Consiglio regionale, sul contratto del nuovo amministratore delegato e su eventuali conflitti d’interesse». «Ai 200 mila euro dichiarati quale compenso – afferma Brutti – si sommano premi di produzione, contributi e benefit e un’inspiegabile contratto di assunzione con qualifica di dirigente che, con i contributi previdenziali e assicurativi, porta a superare di gran lunga i 350 mila euro annui di esborso. Queste – sottolinea l’esponente dell’Idv – sono cifre del tutto incongrue rispetto al regime di austerity imposto dalla società, con conseguente riduzione delle tratte e riflessi sul costo dei biglietti».

La replica Brutti sostiene inoltre «la vicinanza del nuovo amministratore delegato con gli ambienti di Busitalia, da più parti indicato come possibile acquirente del ramo d’azienda posto in vendita da Umbria Mobilità». Un punto non citato nella replica di Caporizzi:  «L’ingegner Viola – scrive – esibisce un curriculum formativo e professionale – che include anche esperienze professionali all’estero – del tutto adeguato ai compiti che lo stesso è stato chiamato a ricoprire». «Quanto al contenuto economico – aggiunge il presidente -, pari ad un reddito annuo lordo di 200 mila euro, pur ragguardevole questo si pone in linea tanto con gli standard retributivi del settore – per incarichi di pari responsabilità – quanto con quelli rilevabili all’interno della stessa Umbria Mobilità. Anzi con riferimento a quest’ultima il trattamento dell’ingegner Viola risulta comunque inferiore a quello percepito dalla figura professionale di livello analogo preesistente in azienda».

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