Le sbarre di una camera di sicurezza

La regione Umbria si distingue nel panorama penitenziario italiano per una significativa presenza di ergastolani, che rappresentano circa il 9,6% della popolazione detenuta nelle sue carceri, risultando quasi il doppio rispetto alla media nazionale. Il dato emerge in un contesto di sovraffollamento, dato che la popolazione carceraria in Umbria supera di circa il 22% la capienza regolamentare con 1.593 detenuti contro una capienza prevista di 1.324 posti.

Ergastolani e detenuti con pene superiori ai 10 anni, considerate quindi medio lunghe, sono presenti in tutte le carceri umbre, in misura maggiore a partire da Perugia, poi Terni, Orvieto e Spoleto.

Gli ergastolani sono prevalentemente concentrati negli istituti di Perugia e Terni, con regimi detentivi che includono limitazioni alle attività quotidiane, restrizioni di movimento e accesso differenziato ai benefici penitenziari. Il regime penitenziario per gli ergastolani si orienta soprattutto verso la semilibertà o la detenzione con permessi premio per chi mostra buona condotta, mentre per i detenuti in regime di massima sicurezza alcune attività risultano particolarmente limitate.

Mettendo a confronto l’Umbria con altre regioni italiane, si nota come questa regione si collochi tra quelle con la più elevata percentuale di ergastolani rispetto alla popolazione carceraria. Regioni simili per numero e tipo di ergastolani sono Sardegna, Abruzzo, e in parte Piemonte e Toscana. Sardegna presenta una incidenza di 12,6 ergastolani ogni 100mila abitanti, mentre l’Umbria si colloca a 11,4, entrambe molto più alte della media nazionale (in questo caso rispetto a prima il rapporto è sulla popolazione residente e non su quella penitenziaria ndr.).

Nel Sud Italia, sebbene il numero assoluto di ergastolani sia alto, la concentrazione percentuale rispetto alla popolazione detenuta è generalmente inferiore rispetto all’Umbria e a queste altre regioni del Centro-Nord, dove la presenza di condanne lunghe è tradizionalmente più concentrata.

L’Umbria ospita alcuni istituti strategici per la detenzione di lungo periodo, scelti spesso per la loro collocazione centrale e per la struttura degli istituti, che vengono utilizzati anche per detenuti provenienti da altre regioni. Tuttavia la gestione della popolazione detenuta in Umbria è influenzata da un apparato di sicurezza penitenziaria non adeguatamente dimensionato: la carenza di personale (che supera il 19,5% in alcuni periodi) unita a problemi di gestione sanitaria e di sovraffollamento contribuisce ad accentuare le sfide legate alla presenza di ergastolani e detenuti con pene lunghe.

In Umbria, va ricordato, esistono percorsi di reinserimento sociale, che valgono anche per detenuti dalla pene medio lunghe, purché vengano rispettati criteri di comportamento e valutazioni approfondite da parte degli organi giudiziari e amministrativi.

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