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mercoledì 20 ottobre - Aggiornato alle 03:33

Umbria Jazz, la Camera di commercio di Perugia valuta l’uscita dalla Fondazione di partecipazione

La Camera di commercio di Perugia

di Daniele Bovi

Per il momento è un’ipotesi, ma intanto è sul tavolo e se ne parla, o meglio, si tornerà a parlarne nelle prossime settimane. Da oltre due mesi infatti all’interno della Camera di commercio di Perugia si discute della possibilità che l’ente camerale abbandoni la Fondazione di partecipazione Umbria Jazz, il festival che dal 10 al 20 luglio celebrerà l’edizione numero 41 (venti invece quelle invernali che ogni anno si tengono a Orvieto). La Fondazione, all’interno della quale ci sono la Regione, i comuni di Perugia e Orvieto, la Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, la Provincia e l’Associazione Umbria Jazz, rischierebbe così di perdere uno dei soci più importanti. La decisione però al momento è congelata, e questo perché la Camera di commercio in queste settimane è chiamata a rinnovare i propri organi, ovvero presidente, consiglio e giunta.

LA PRESENTAZIONE DELL’EDIZIONE 2014

L’ipotesi Tutti sono in scadenza a fine giugno, mentre quelli nuovi entreranno nei pieni poteri proprio intorno ai giorni in cui in città si terrà il festival. Il presidente uscente Giorgio Mencaroni (Confcommercio) è alla caccia dei 17 voti decisivi per strappare il secondo mandato, mentre pare ormai assodata la voglia di scendere in campo di Confindustria con Antonio Campanile e pure Confagricoltura potrebbe tentare la scalata. Tornando alla Fondazione, il ragionamento fatto in giunta è abbastanza semplice: in sintesi, può il bilancio dell’ente camerale permettersi i costi collegati al festival? Nessuno, ovviamente, pensa di sbattere la porta domattina né che Uj non vada appoggiata; quello che si chiede è che dietro all’investimento, e tale è visto che il festival garantisce un indotto del quale giova il mondo economico, ci sia un progetto chiaro: «Non vogliamo abbandonare nessuno – dice un membro della giunta – però serve responsabilità maggiore da parte di chi gestisce i soldi».

L’ARRIVO DEL NUOVO RESPONSABILE AMMINISTRATIVO

I soldi In caso, così some stabilisce la legge in materia di fondazioni, un eventuale abbandono comunicato nel 2014 avrebbe efficacia solo a partire dal primo gennaio 2015. Parlando di soldi invece, sono quasi 47 mila gli euro messi sul piatto dalla Camera di commercio negli scorsi giorni per ripianare le perdite della Fondazione del periodo 2011-2013 (nel 2013 circa 160 mila euro), oltre allo stanziamento di 100 mila euro come contributo per l’organizzazione dell’edizione 2014 del festival. La situazione di stallo all’interno dell’ente camerale sta bloccando anche il rinnovo del cda della Fondazione. Nelle settimane scorse si sarebbe infatti dovuto procedere alla nomina dei nuovi membri, ma finché la Camera non avrà compiuto il suo percorso con tutta probabilità non verrà scelto il nome, di prassi condiviso con la Fondazione Cassa di risparmio. Ad oggi i membri del cda sono Mario Davighi (per la Fondazione e la Camera), Alba Peccia e Fotinì Giustozzi; vicepresidente è Stefano Mazzoni mentre presidente è Renzo Arbore.

Twitter @DanieleBovi

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