L’Umbria è in ritardo rispetto alla circolazione dell’influenza. In altre regioni si registrano dati di incidenza al momento non pervenuti nel territorio regionale secondo il monitoraggio del ministero della salute. La mappa italiana vede la nostra regione circondata da tutte regioni con dati peggiori: Toscana, Marche, Abruzzo e Lazio abbracciano l’Umbria con una corona arancione (colore scelto per indicare una maggiore incidenza dell’influenza) lasciando in giallo soltanto l’Umbria che ha lo stesso colore dell’Emilia Romagna e di tutte le regioni del Nord ad esclusione dell’Alto Adige, secondo i dati di Respivirnet dell’iss, aggiornati al 10 gennaio.
Se guardiamo alle tabelle, l’Umbria nell’ultima settimana registra addirittura un miglioramento: presenta infatti una incidenza di 7,5 persone colpite ogni mille assistiti. In quella precedente l’incidenza era dell’8,6 per mille, e in quella prima ancora addirittura del 9,1. Bisogna ritornare indietro di 3 settimane per trovare un dato simile a quello attuale ovvero del 7,6 per mille. La Toscana in questo momento ha una incidenza del doppio rispetto alla nostra cioè del 14,5 per mille, le Marche del 13,1 per mille, l’Abruzzo del 16,9 e il Lazio del 13,5: insomma attorno all’Umbria la diffusione dell’influenza ha già colpito il doppio delle persone che attualmente risultano raggiunte all’interno dei confini regionali. Come questa condizione si svilupperà nei prossimi giorni è facilmente prevedibile tenuto conto della realtà intorno. Si prevede infatti un aumento dell’incidenza. Per i bambini dagli zero ai 4 anni l’Umbria presenta già una indecenza di gran lunga maggiore ovvero il 20 per mille, superiore ad alcune regioni limitrofe ma in linea con il dato nazionale. Incidenza che però scende a meno del 5 per mille per i bambini dai 4 ai 14 anni.
Per quanto riguarda la situazione nazionale nella prima settimana del 2025 aumenta il numero di casi di sindrome simil-influenzale (ILI) dopo una lieve flessione dovuta alla chiusura delle scuole per le festività. Il livello d’incidenza è pari a 11,3 casi per mille assistiti (9,9 nella settimana precedente). Nella stessa settimana della scorsa stagione la curva dell’incidenza cominciava la sua discesa. L’incidenza è stabile nelle fasce di età pediatrica, mentre è in aumento nei giovani adulti e negli anziani. Maggiormente colpiti i bambini sotto i cinque anni di età, in cui l’incidenza è pari a 21,4 casi per mille assistiti (21,7 nella settimana precedente). Sebbene la circolazione dei virus influenzali sia in aumento, si sottolinea che il numero di sindromi simil-influenzali è sostenuto anche da altri virus respiratori (maggiori dettagli nel Rapporto Virologico 2025-01).
Durante la settimana 01/2025, la percentuale dei campioni risultati positivi all’influenza sul totale dei campioni analizzati risulta pari al 21,9%, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente (17,6%). In particolare, su 1.628 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete RespiVirNet, 357 sono risultati positivi al virus influenzale, 287 di tipo A (113 di sottotipo H1N1pdm09, 94 H3N2 e 80 non ancora sottotipizzati) e 70 di tipo B. Tra i campioni analizzati, 113 (6,9%) sono risultati positivi per VRS, 42 (2,6%) per SARS-CoV-2 e i rimanenti 259 sono risultati positivi per altri virus respiratori, di cui: 123 (7,5%) Rhinovirus, 49 Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, 41 Adenovirus, 25 Metapneumovirus, 11 virus Parainfluenzali e 10 Bocavirus.
Umbria in ritardo sull’influenza e con dati in calo: ma attenzione ai prossimi giorni
La nostra regione presenta ancora una certa capacità di tenuta sulla circolazione del virus ma è circondata da incidenza maggiore
