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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 04:46

Umbria, il mercato immobiliare di Perugia e Terni in profonda crisi

In un anno segnato da compravendite a picco, recessione e tassazione alle stelle il repricing si è accentuato solo a partire dalla seconda parte dell’anno appena trascorso, approdando ai grandi mercati. Idealista.it  passa in rassegna le città che hanno risentito maggiormente del rallentamento del mercato dall’estate scorsa ad oggi.

Perugia e Terni E da questo studio emerge che Perugia non attrae più gli investitori come negli anni del boom. Complice il calo delle iscrizioni all’università e l’imu, le case non si comprano più, e l’euro forte scoraggia gli stranieri. Fioccano le occasioni nel centro storico, la discesa dei prezzi si è attenuata nel secondo quarter. Anche a Terni i consumatori fanno i conti con minori disponibilità di capitale e minori possibilità di accesso ai mutui, ma soprattutto con la paura e la preoccupazione per il futuro di una città che si reggeva sull’industria chimica e siderurgica in fase di costante contrazione.

Nord A Novara non c’è riscontro tra richiesta e offerta sugli immobili già esistenti, una forbice che varia tra il 15 e il 20%. La città sta soffrendo un momento difficile sul fronte occupazionale dal momento che industria e agricoltura segnano il passo. Il residenziale medio ha subito il maggiore impatto, meglio va il centro e l’ultrapopolare, tanti anche gli immobili all’asta in città A Brescia manca all’appello un’intera fetta di mercato costituita da immigrati e da giovani coppie, i più colpiti dalla crisi. I prezzi in città sono scesi e i venditori segnalano ampi margini di trattativa. L’interesse infatti c’è, ma manca il credito. in crescita le vendite a riscatto

Sardegna Tutto fermo dalle parti della Sardegna con prezzi a picco un alto stock di invenduto. Pur di riattivare le compravendite ci si inventa permute e affitto programmato, mentre per il mercato delle seconde case si spera nel piano casa.

Roma Roma la capitale è tra i grandi mercati quello che soffre di più, come testimonia l’ulteriore calo del 2,9% dell’ultimo quarter. Calano tutti i quartieri rivalutati in eccesso, da Nomentano San-Lorenzo al centro storico passando per i quartieri di maggior pregio, tutti con cali a due cifre rispetto all’estate scorsa che testimoniano la bolla silente del mercato capitolino.

Vicenza e Ferrara Vicenza vive la crisi della piccola e media impresa con imprese che delocalizzano, la fuga di capitali all’estero, e meno investimenti nel mattone. Per questo la domanda è in forte calo e neanche la richiesta di alloggi per le famiglie dei dipendenti della nuova base americana ‘Ederle 2’ ha prodotto la ripresa sperata per mancanza di tipologie adeguate alle richieste delle famiglie. Per adesso si può parlare di un’occasione mancata. Ferrara sembra avere smaltito l’effetto sisma, ma il mercato premia solo quei proprietari davvero intenzionati a vendere adeguando i prezzi alla domanda. Per questo i valori nel centro emiliano sono in chiaro trend negativo e lo sconto al momento dell’acquisto può arrivare al 20%. Qualche segnale positivo arriva dalle banche che hanno ripreso a erogare mutui.

Toscana A Livorno il mercato ristagna soprattutto nella fascia media. Ad essere più colpite le famiglie, infatti il mercato fermo è quello tipicamente di sostituzione, trilocali e quadrilocali. per risparmiare si opta per i bilocali, le richieste non mancano per gli immobili di fascia alta. A Prato, terminata la “corsa all’oro” che tra il 2002-2008 aveva provocato un’impennata dei prezzi incontrollata, si assiste a fenomeni di riflusso con una contrazione dei valori a velocità maggiore rispetto ad altre città della toscana. Non manca l’interesse per la casa di proprietà, ma mentre prima c’erano 10 persone che cercavano casa, ora sono diventate 5, a fronte di un’offerta decisamente più elevata, per questo i prezzi sono destinati a scendere ancora.

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