Umbria for #winelovers

di Francesca Mancosu

Siamo in campagna elettorale, lo sappiamo tutti. Ma a poche ore di distanza dall’obbligo del silenzio pre voto, a Terni si levano le ultime grida. Quelle dell’Udc, che, lancia in resta, ha intrapreso un’accanita battaglia contro la manifestazione dedicata ai vini di San Valentino.

Interrogazione Obiettivo degli strali, riepilogati all’interno di una ‘interrogazione urgente con risposta scritta’ rivolta al sindaco Di Girolamo, ci sono «il percorso seguito, nella progettazione ideata dal comune, i finanziamenti assegnati dalla giunta regionale, le spese effettuate». Oggetto del contendere sono le due delibere della giunta comunale, del 28 novembre e del 19 dicembre, che individuano nel bando regionale Programma sviluppo rurale per l’Umbria 2007/2013 per l’incentivazione delle attività turistiche, la possibile fonte di parte dei fondi necessari a realizzare l’evento. Due i passaggi sospetti: se nel bando c’è scritto che le attività finanziate devono svolgersi su «tutto il territorio regionale, con l’esclusione dei centri urbani di Perugia e Terni», che c’entrano, appunto, Terni e il Caos? Se l’istruttoria delle domande presentate in Regione non si è ancora conclusa, e quindi i fondi non sono stati ancora assegnati, si chiede al sindaco, come mai i volantini di Umbria for #Winelovers riportavano già i loghi degli enti finanziatori del bando suddetto, vale a dire Unione europea, ministero delle Politiche agricole e Regione Umbria?

La replica Sonia Berrettini, ex assessore comunale alla cultura e attuale consulente per l’Umbria di Civita servizi (capofila dell’Ati che gestisce il Caos; ndr), rispedisce al mittente le accuse di scarsa trasparenza’ nell’organizzazione di Umbria for #Winelovers: «Sono stanca di questo continuo collegamento fra me, quanto accade al Caos e Civita. Ha deciso tutto l’amministrazione comunale. Quanto dice la segreteria dell’Udc non mi interessa; è solo propaganda elettorale».

Poche presenze, ma… In attesa di visionare la documentazione richiesta dall’Udc all’amministrazione comunale, e quindi di sapere come sono stati spesi i 170 mila euro preventivati per la realizzazione dell’evento insieme a Regione dell’Umbria, Comunità montana, Camera di commercio di Terni, e Umbria Top (la cooperativa che gestisce tutte le cantine dell’Umbria all’interno di Vinitaly), abbiamo cercato di capire in che cosa è effettivamente consistito, davvero, Umbria for #Winelovers. Come scritto qualche giorno fa, in termini di pubblico non ci sono stati grandi numeri. Pochi gli operatori – rappresentanti e ristoratori – intervenuti nelle giornate ad invito, e pochi anche ‘gli amanti del vino’ di casa nostra, ai quali il Caos ha aperto le porte sabato e domenica.

Web reputation Il successo vero, a giudicare da una prima analisi della rassegna stampa, è quello inerente all’altro obiettivo della manifestazione: la valorizzazione del brand dei vini umbri, tramite la creazione della, amata/odiata, ‘web reputation’ attualmente essenziale per posizionarsi sui mercati internazionali. Secondo i dati aggiornati al 16 febbraio, Umbria for #Winelovers ha fruttato oltre 150 articoli, fra web, stampa, radio tv, sia a livello locale che nazionale-internazionale, mentre i tweet contenenti l’hashtag #wineloverumbria hanno generato oltre 250mila impressions (le volte in cui gli utenti hanno visualizzato tali tweet nella loro timeline), raggiungendo circa 35mila utenti. Fra i maggiori promotori di questo traffico c’è il blogger statunitense Luiz Alberto, creatore del sito The Wine Hub e ideatore della comunità mondiale dei #Winelovers, con oltre 10mila ‘seguaci’ in tutto il mondo.

I blogger I trenta wine-blogger internazionali, oltre alle degustazioni dei vini di circa 60 produttori umbri, hanno avuto anche modo di conoscere da vicino le cantine e i territori circostanti grazie a due tour enologico culturali, fra Todi, Magione, Montefalco, Bevagna, Orvieto e Ficulle, lungo le Strada del vino dei Colli del Trasimeno e quella dei vini del Cantico. A quanto pare, le prime recensioni sono state entusiastiche e i numeri sul web lasciano ben sperare. Ora tocca ai compratori lasciarsi convincere, e smettere di confondere l’Umbria con la Toscana.

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