Umbria for #winelovers

di Francesca Mancosu

Dopo la sbornia, è proprio il caso di dirlo, è tempo di bilanci per la prima edizione di Umbria for #Winelovers, la manifestazione pensata per promuovere i migliori vini (e le bellezze) dell’Umbria con il coinvolgimento di alcuni fra i più noti blogger di settore e il ‘popolo’ della Rete.

Produttori insoddisfatti I numeri, diffusi dagli organizzatori diverse ore prima della fine ufficiale dell’evento, raccontano di oltre 3mila visitatori e 1500 bottiglie stappate, ma a quanto bisbigliano alcuni operatori di pubblico non se ne è visto poi molto nelle giornate di sabato e domenica, quelle aperte ai visitatori, appunto. «A Terni – ci confida un sommelier – erano presenti tutte le migliori cantine dell’Umbria, ma ci aspettavamo più gente. I produttori vogliono far assaggiare i propri vini alle persone, non solo ai giornalisti o ai blogger.» Gli fanno eco alcuni espositori di prodotti tipici della Valnerina, costretti a tornare a casa con le scatole ancora piene. «Dolci e miele non se ne vendono – ci dicono sconsolate due signore – ai banchi dei salumi e dei formaggi però è andata meglio».

Social media Nelle intenzioni degli organizzatori, si è detto, la quattro giorni di Terni si proponeva di far conoscere i vini e i prodotti dell’Umbria ‘a suon di tweet, con gli oltre 10mila follower della community #winelover sparsi per il pianeta’ (secondo quanto scritto in tutti i comunicati). Nella sostanza, il tanto atteso profluvio di cinguettii non c’è stato, purtroppo. Il profilo Twitter @Uwinelower, aperto il 6 febbraio, conta 92 followers e 187 tweet, mentre l’hashtag #winelovers si trova in 25 tweet. L’hashtag #umbriafor compare in 7 tweet, compresi quelli dell’organizzazione. Poco meglio il profilo Facebook ‘Umbria for #winelovers’, creato il 26 gennaio, con 184 followers e 222 che ‘ne parlano’. Se i social media sono stati un po’ deludenti, probabilmente a causa dell’apertura tardiva, hanno lavorato molto meglio quotidiani online e siti di settore: cercando su google ‘umbria for winelovers blog’ compaiono decine di uscite su portali turistici o specializzati in food&wine.

Buone speranze Al di là delle possibili polemiche – e in attesa di sapere come sono stati spesi i circa 130mila euro di budget finanziati da Comunità Montana, Comune di Terni e Regione Umbria – c’è da dire che le intenzioni sono indubbiamente buone. «A questo progetto – ricorda Fausto Proietti dello Iat di Terni – hanno lavorato quasi 30 persone. Possiamo dire che questa sia stata un’edizione ‘zero’, che paga le complessità organizzative di un evento che ha lavorato su più fronti, dall’organizzazione di workshop e convegni al coinvolgimento del web, ma non dimentichiamo che fra i nostri ospiti abbiamo avuto ben due Master of wine, professori della Bocconi, giornalisti del Gambero Rosso e 30 blogger provenienti da tutto il mondo». Un evento che si vuole riproporre anche in futuro, sia in territorio nazionale sia all’estero, «costruendo una sorta di pacchetto che metta insieme quanto di buono l’Umbria ha da offrire in termini di vini, prodotti tipici e patrimonio culturale, senza campanilismi».

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