di Daniele Bovi
Oltre mille umbri sono partiti nel 2015 per andare a vivere in un altro paese. Il dato lo si ricava dal «Rapporto italiani nel mondo 2016» presentato giovedì a Roma da Migrantes, che si basa sui dati (aggiornati al primo gennaio di quest’anno) forniti dall’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, l’Aire. In tutto si parla di 34.670 persone, delle quali il 48 per cento sono donne: un numero che, analizzando i dati dei precedenti Rapporti, cresce di circa un migliaio di unità all’anno. Nel 2007 complessivamente c’erano 26.707 umbri iscritti all’Anagrafe, cifra lievitata fino ai 30.993 del 2013, ai 32.276 del 2014 e ai 33.597 di un anno dopo. Il numero comprende coloro che all’estero sono nati e quelli che ormai da anni vivono stabilmente in un altro paese. Per quanto riguarda il Rapporto 2016, dei 34.670 umbri poco più di un terzo (il 35 per cento) è iscritto all’Aire per nascita, una percentuale sostanzialmente stabile a quella di qualche anno fa.
I numeri Gli altri due terzi, dunque, sono coloro che hanno deciso di andarsene dal Cuore verde dopo averci vissuto: 1.111 nel 2015, 1.168 nel 2014 e 1.271 un anno prima, tanto per fermarsi ai dati più recenti. Guardando all’ultimo anno disponibile, 1.869 sono quelli che si sono iscritti all’Anagrafe da meno di un anno, 6.056 tra uno e cinque anni, 5.600 tra cinque e dieci e oltre 21 mila da più di un decennio. L’Europa (per consultare la mappa interattiva clicca qui) è la meta preferita in due casi su tre e i paesi dove si trovano più umbri sono Francia (19,6 per cento del totale), Svizzera (12,4), Argentina (8,7) e Germania (8,5), seguiti da Inghilterra (6,6), Belgio (6,1), Lussemburgo (4,9) e via così fino agli alle piccole comunità che si trovano in Ecuador (123 persone) e Colombia (122), anche se non mancano gruppi ancora più piccoli. Nell’ultimo decennio questa classifica, almeno per quanto riguarda l’Umbria, non è cambiata anche se qualche variazione nelle percentuali c’è: ad esempio nel 2007 il 25 per cento degli umbri iscritti all’estero si trovava in Francia, seguita da Svizzera (13 per cento), Germania (8), Argentina (7,7) e Belgio (7,3).
I comuni L’analisi di Migrantes prende in considerazione anche i singoli comuni: in Umbria relativamente al peso della popolazione la percentuale maggiore di iscritti all’estero ce l’ha Nocera (9,4 per cento, 549 persone su 5.839). Subito dopo arrivano Cannara (8 per cento), la folta comunità eugubina (7,7 per cento), terza città in Umbria in termini assoluti (2.476 iscritti) dietro soltanto a Perugia (5.630, 3,4 per cento) e Terni (4.072, 3,7 per cento). Percentuali alte anche a Passignano (7,1), Bevagna (6,7) e Gualdo Tadino.
In Italia In tutto il paese invece sono 4.811.163 gli italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire, pari al 7,9 per cento della popolazione. L’aumento, in valore assoluto, rispetto al 2015 è di 174.516 iscrizioni (+3,8 per cento). La maggior parte delle iscrizioni? per espatrio (oltre 2,5 milioni) e per nascita (quasi 1,9 milioni). Da gennaio a dicembre 2015 hanno trasferito la loro residenza all’estero per espatrio 107.529 persone. Rispetto all’anno precedente si registrano 6.232 partenze in più mentre il 69,2 per cento (quasi 75 mila italiani) si è trasferito nel Vecchio Continente: l’Europa, quindi, si conferma essere l’area continentale maggiormente presa in considerazione dai trasferimenti degli italiani che vanno oltre confine. La Lombardia, con 20.088 partenze, è la prima regione in valore assoluto seguita dal Veneto (10.374), dalla Sicilia (9.823), dal Lazio (8.436), dal Piemonte (8.199) e dall’Emilia Romagna (7.644). La Germania (16.568) è stata, lungo il corso del 2015, la meta preferita.
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