di Daniele Bovi
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Il prefetto di Perugia Antonio Reppucci prende in mano il dossier Umbria mobilità, giocando il duplice ruolo di garante e di ‘stimolo’ nei confronti degli enti soci. Mercoledì pomeriggio nel corso delle oltre due ore di riunione con sindacati e azienda, il prefetto ha espresso più volte i suoi timori relativi all’ordine pubblico. Il furto delle chiavi di oltre 70 autobus avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì, dopo la «calda» assemblea coi lavoratori, viene inquadrato come il gesto di un singolo ma ha fatto salire il livello di attenzione. «Non ci possiamo permettere problemi di ordine pubblico», questa la sintesi del Reppucci-pensiero. Ecco perché ora il prefetto si vuol porre in un ruolo di garante di una serie di impegni che l’azienda si è assunta: in primis il pagamento degli acconti dello stipendio il 21, poi del resto tra il 28 e il 31.
Acconti e impegni Sul piatto c’è però anche un altro impegno assunto da parte di UM, ovvero quello di assicurare per gli emolumenti di ottobre, novembre e dicembre nonché per le rate della 14esima, le tredicesime e l’una tantum contrattuale pagamenti entro il 10 di ogni mese. Come dovrebbe essere di norma e come invece non è. Verso i soci Reppucci proverà poi a giocare un ruolo di ‘stimolo’, al fine di trasformare le promesse fatte martedì ai sindacati a proposito del pagamento degli arretrati in assegni. In più, da ora, tutte le comunicazioni relative alla situazione Reppucci le vuole sul suo tavolo, come si usa, «per conoscenza». Tornando alle assemblee dei lavoratori, da queste è emerso un sostanziale via libera alle proposte emerse martedì consegnando ai sindacati un mandato chiaro: migliorare l’accordo. Su questo versante c’è da registrare il piccolo, piccolissimo passo in avanti relativo agli acconti che il 21 saranno di 600 e non di 500 euro. Ora, da parte dei sindacati, non resta che aspettare.
Viola in audizione Poche ore prima, e a pochi metri di distanza dalla sede della prefettura, nella sede del consiglio regionale è andata in scena l’audizione dell’amministratore delegato dell’azienda Franco Viola. «Umbria mobilità – ha spiegato Viola di fronte al Comitato di monitoraggio – persegue l’obiettivo di andare avanti con il piano aziendale stabilito dai soci senza farsi inghiottire dal buco che si è venuto a creare dopo la mancata ricapitalizzazione e soprattutto a causa dei mancati introiti, a partire da quelli per i servizi svolti su Roma, nonostante vi sia un piano di rientro dai debiti di Regione Lazio e Comune di Roma che farà confluire 20 milioni entro la fine dell’anno, anche se il flusso si è bloccato e ci sono difficoltà». «Difficoltà» stimabili in molti milioni di euro: secondo quanto apprende Umbria24 infatti, ad oggi da Roma sono arrivati solo 6,8 milioni.
Blocco degli incassi Viola ha parlato di una fase di «blocco degli incassi»: «Solo Regione e Provincia di Perugia hanno pagato – ha spiegato – di tutti gli altri mancano le carte». In azienda infatti non sono arrivati la convenzione, il necessario benestare sugli stessi servizi svolti e neppure i Durc. Tutti i documenti senza i quali UM non può nemmeno riscuotere. «Se si sbloccasse la situazione – ha aggiunto – avremmo la cassa necessaria per arrivare alla fine dell’anno». E neanche l’aumento delle tariffe, scattato il primo settembre, sembra dare gli effetti sperati: «Dalle tariffe – osserva Viola – arriva troppo poco, a causa del basso numero di utenti rispetto ai servizi da coprire». Altra nota dolente, quella dei corrispettivi chilometrici. Viola ricorda di fronte al Comitato che anche il precedente management li considerava troppo bassi (circa 1,90 euro a chilometro più Iva), tanto da generare quel deficit strutturale denunciato dal vecchio numero uno Moriconi.
Le offerte Quei corrispettivi troppo bassi che sono «la ragione – ha detto l’ad – per cui chi mi ha preceduto ha cercato sbocchi sul mercato laziale, potenzialmente di ben altre prospettive». I prossimi giorni saranno cruciali: oltre al capitolo stipendi infatti non va dimenticato che il 25 dovrebbero depositare le loro offerte d’acquisto vincolanti per il 70% di UM Esercizio sia Busitalia che i francesi di Ratp: «Ci auguriamo di arrivare al meglio a quella data» ha concluso Viola, che giovedì verrà ascoltato anche dalla Prima commissione di palazzo Cesaroni.
