Un autobus di UM (foto Fabrizi)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Ammonta a quasi otto milioni di euro il buco nel bilancio 2012 di Umbria Mobilità, l’azienda unica regionale dei trasporti. Conti che proprio oggi saranno sul tavolo dei soci: Regione, le due Province, i due Comuni capoluogo e quello di Spoleto saranno chiamati infatti nel corso dell’assemblea che si terrà nel pomeriggio ad approvare il bilancio. Grazie ai numeri ora assumono contorni precisi le informazioni emerse dopo l’ultimo cda dei giorni scorsi dal quale era filtrato con chiarezza che, nonostante gli sforzi nel dare la caccia al pareggio di bilancio, i conti del 2012 si sarebbero chiusi con un passivo importante. E così dopo gli 89 mila euro di utili del 2011 l’azienda dei trasporti, risultato della recente fusione tra le società locali, presenta un rosso da 7,9 milioni di euro.

I conti Nell’anno che ha segnato la crisi di UM sono saliti anche i debiti da 364 a 383 milioni di euro, di cui 37 verso i fornitori (erano 31 nel 2011). Quasi 20 sono quelli tributari e verso istituti di previdenza e sicurezza sociale. Segno più anche per i crediti a quota 300 milioni (17 in più rispetto all’anno precedente), di cui 32 verso Roma Tpl, partecipata al 33,3%. E’ nel mezzo di questi numeri che si è deciso lo scorporo e la conseguente creazione di UM Esercizio, la srl che si occuperà della gestione del servizio nella regione. Srl che è stata messa in vendita per almeno il 70% (l’altro 30% l’acquirente potrebbe essere costretto a comprarlo entro un anno se Umbria mobilità deciderà di liberarsene) e sulla quale hanno messo gli occhi Busitalia e i francesi di Ratp Group. I due colossi dei trasporti che hanno deciso di partecipare alla prima fase della vendita della società.

I fondi Le buone notizie che arrivano da Roma riguardano invece l’approvazione, decisa giovedì dalle Regioni, del riparto del 30% del Fondo nazionale per i trasporti. Un altro 60% era già stato ripartito nei mesi scorsi e all’Umbria erano arrivati circa 60 milioni di euro. I conti perciò sono semplici: nelle casse arriveranno altri 30 milioni. La quota ripartita giovedì ammonta a 1,5 miliardi di euro e sul piatto rimane un altro 10% che, come ha spiegato l’assessore della Regione Campania Sergio Vetrella, il governo potrà sbloccare a favore di quelle regioni che entro il 26 di ottobre presenteranno la riprogrammazione di tutto il sistema di trasporti regionale. Una riprogrammazione alla quale l’Umbria sta lavorando attraverso la redazione del nuovo Piano dei trasporti.

Lo sciopero In vista c’è poi lo sciopero di quattro ore (dalle 17.30 alle 21.30) che i sindacati hanno messo in calendario per il 7 agosto. Lunedì, probabilmente, soci e rappresentanti dei lavoratori si siederanno intorno a un tavolo proprio per scongiurare lo sciopero, mentre giovedì il presidente del consiglio regionale Eros Brega ha ricevuto il segretario dell’Ugl trasporti Roberto Perfetti. L’incontro, cui ha partecipato anche il vicepresidente Andrea Lignani Marchesani, era stato richiesto dall’Ugl allo scopo di avere un confronto sia con l’Ufficio di presidenza che con i presidenti dei gruppi consiliari in merito alla «grave crisi di Umbria Mobilità» e alla «esclusione dell’Ugl da tutti i tavoli negoziali e di concertazione». Brega ha ascoltato le questioni poste dal segretario Perfetti, il quale si è impegnato ad inviargli nei prossimi giorni uno specifico documento sulla vicenda che sarà poi inviato a tutti i capigruppo consiliari.

M5S: commedia macabra Sulla vicenda di UM interviene anche il M5S di Terni secondo il quale questa ha ormai «assunto sempre più i contorni di una macabra commedia dove i cittadini assumeranno il ruolo di vittima sacrificale». Secondo il M5S con l’entrata del nuovo partner industriale « a breve gli autobus che i cittadini ternani vedranno girare per le strade della città non saranno più i loro, i biglietti quasi sicuramente aumenteranno e moltissime corse saranno tagliate: tutto questo perché quello dei trasporti non sarà più un servizio pubblico garantito alla cittadinanza bensì una mera speculazione commerciale che si finanzierà con i rimborsi pubblici». Infine arriva l’appello al sindaco Di Girolamo a «non svendere le proprie quote» e ai parlamentari umbri «affinché sottoscrivano l’interrogazione parlamentare che è stata presentata dal Movimento 5 stelle al Senato».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.