Un autobus di UM (foto Fabrizi)

di D.B.

No incondizionato alla vendita in blocco. Tornano a farsi sentire le sigle sindacali sulla vertenza Umbria Mobilità: il 6 giugno i rappresentanti dei lavoratori incontreranno gli enti proprietari nella sede dell’assessorato ai Trasporti e intanto chiedono agli stessi soci, in una nota, di mantenere una partecipazione azionaria «significativa» all’interno di Umbria Mobilità Esercizio, la nuova srl che si occuperà della gestione del servizio in Umbria e che verrà venduta a un nuovo partner. All’interno della società «veicolo» frutto dello scorporo (Umbria Mobilità Patrimonio si occuperà invece del patrimonio aziendale e in alcuni casi della vendita) i sindacati chiedono che le istituzioni pubbliche dell’Umbria mantengano una quota superiore «al 30% ipotizzato» mentre, come detto, una vendita in blocco della srl (forma societaria «che desta perplessità») dove confluiranno uomini e mezzi riceverebbe un «no incondizionato».

Le condizioni Oltre a ritenere la vendita ancora «evitabile», i sindacati vogliono sapere dalle istituzioni se «ciò rientra – scrivono – in un progetto politico più ampio che prevede il loro graduale disimpegno dalla gestione del servizio di trasporto pubblico, decidendo di operare esclusivamente per la pianificazione e programmazione dei servizi». E nel caso la vendita fosse inevitabile tornano a ribadire, oltre alla «significativa» quota in mano agli enti pubblici di cui sopra, quelle che devono essere le condizioni: garanzie occupazionali, sull’integrità delle attività dell’azienda, sui livelli retributivi, sulle «attuali condizioni di lavoro», sugli accordi sottoscritti e sui livelli di servizio minimi da offrire all’utenza. Nel mirino poi ci sono anche i tagli (due milioni di chilometri, il 7% del totale) deciso dall’azienda e che scatterà con l’orario estivo, cioè dal 9 giugno.

Nessun taglio per lavoratori Perugina Un taglio avvenuto «in assenza di qualsiasi confronto con le parti sociali». Alla Flai-Cgil risponde poi l’assessore ai Trasporti della Provincia di Perugia Luciano Della Vecchia, che smentisce il taglio delle corse che portano al mattino i lavoratori alla Perugina: «E’ – scrive – un allarme completamente falso». Della Vecchia sostiene poi che non si tratta di decine di lavoratori, bensì al massimo sei persone per corsa. «Nella fase – prosegue – che ci vede impegnati a riordinare i servizi di trasporto pubblico locale nella nostra provincia, invitiamo anche la Flai-Cgil a farsi partecipe di un’attività a sostegno e in promozione presso i lavoratori da essa rappresentati dell’utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto per lo spostamento verso i luoghi di lavoro, come stanno facendo altre categorie visto che nonostante una utenza bassissima ed eccessivamente costosa per la collettività nessuno ha intenzione di tagliare le corse».

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