Una delle proteste dei dipendenti UM inscenate in questi mesi (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Lo sciopero dei lavoratori di Umbria Mobilità si avvicina. Non è servito a rasserenare il clima infatti l’incontro che si è tenuto mercoledì alla Prefettura di Perugia tra Cgil, Cisl, Uil, Faisa-Cisal e Orsa da una parte e, dall’altra, l’azienda rappresentata dal direttore amministrativo Proietti. In mezzo il delegato del prefetto che non è riuscito a far riporre nel cassetto l’ipotesi dello sciopero che sarà valutata nei prossimi giorni. Come scrivono infatti i sindacati in una lettera inviata ai soci di Umbria Mobilità e all’azienda, «Proietti ha mostrato poca elasticità rispetto alla posizione iniziale». Dalla loro i sindacati hanno accettato, come succede ormai da molti mesi, di ricevere con giorni di ritardo sia lo stipendio (questo mese il 16 invece che il 10), chel’una tantum derivante dall’accordo nazionale dell’aprile scorso. L’unica parziale concessione che hanno ottenuto è quella di vedersi spalmare la 14esima non più in sette rate ma «solamente» in cinque.

Troppo poco Troppo poco per i sindacati che parlano di un’azienda che «ha mostrato una rigidità tanto inaspettata quanto inopportuna». Nella lettera i rappresentanti dei lavoratori chiedono l’ennesimo «incontro urgente» e, in attesa di un altrettanto «urgente e cortese cenno di riscontro», ribadiscono quali sono i punti da scrivere in un protocollo di intesa in vista della vendita di UM Esercizio, la srl frutto dello scorporo che i soci hanno deciso di vendere (subito un 70% con il possibile obbligo per l’acquirente di acquistare il resto entro un anno). I sindacati chiedono la salvaguardia dei servizi, dell’occupazione (sì al blocco del turnover ma niente uscite «forzate») e dei livelli retributivi così come della contrattazione di secondo livello. Le sigle inoltre ribadiscono il niet allo scorporo di attività, servizi o dipendenti a seconda della tipologia di trasporto.

I DETTAGLI DEL BANDO DI VENDITA

La quota pubblica Altro motivo di scontro è quell’ultimo 30% di cui, nel giro di 12 mesi, i soci si potrebbero disfare. I sindacati chiedono che sia mantenuta una «significativa e duratura» quota (non meno del 30%) all’interno della nuova società e ricordano il «preciso impegno in tal senso assunto dalle parti in occasione dell’incontro tenutosi il 6 giugno, come da verbale di riunione sottoscritto». Verbale poi rimasto lettera morta. Di trasporti e della situazione di Umbria Mobilità si è parlato anche nel corso della riunione della Seconda commissione consiliare di palazzo Cesaroni. Mercoledì ha preso la parola l’assessore regionale ai trasporti, Silvano Rometti che ha risposto alle domande del consigliere Franco Zaffini a proposito di taglio delle corse, accordi coi privati per alcuni servizi e percorso di privatizzazione di UM. Per quanto riguarda i privati, Rometti ha assicurato che nel nuovo Piano dei trasporti così come in quello di bacino sarà garantito più spazio a questi operatori.

Più spazio ai privati «In Umbria – ha detto Rometti – rappresentano una realtà particolarmente significativa, dando lavoro ad oltre mille persone. Per quanto riguarda i servizi, già dalla prossima settimana sarà definita una bozza utile ad aprire un confronto partecipato con tutti i soggetti interessati». Parlando di UM invece l’assessore ha ricordato i 25 milioni impegnati da palazzo Donini (che detiene il 27%) nel corso degli ultimi mesi, mentre sulla privatizzazione si è limitato a dire che «la gara per la vendita del 70 per cento della società viene seguita dal Consiglio di amministrazione e non dalla Regione. Saranno poi i soci a decidere, eventualmente, quali ulteriori quote mettere in vendita in seguito». Per Zaffini, dalle risposte dell’assessore «traspare la netta sensazione che la Regione, oggi, non ha altro pensiero che liberarsi di un’azienda con problemi creati dalla stessa Regione che ha fatto seguire ad un percorso tardivo, ma condivisibile, di unificazione delle aziende, prassi operative tipiche del loro sistema di potere. Un sistema fatto di favoritismi nella scelta degli amministratori e di comprimersi al ribasso nella definizione delle politiche gestionali. Il risultato è sotto gli occhi di tutti ed ormai rappresenta la classica patata bollente».

Il bando Per le aziende interessate c’è tempo fino al 29 luglio per dichiararsi interessate all’acquisto di UM Esercizio e il 30 si apriranno le buste. Poi scatterà la seconda fase della vendita con la spedizione della l’invito a presentare l’offerta, poi ci sarà la presentazione vincolante e, infine, la valutazione e l’aggiudicazione. Un percorso che si dovrebbe concludere entro la fine dell’anno.

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