Un autobus di UM (foto Fabrizi)

«Alla gara pubblica ha partecipato solo la società Busitalia, con una offerta di poco superiore ai 21 milioni fissati come base d’asta per il 70 per cento di Umbria mobilità. Il restante 30 per cento, se venisse venduto applicando quanto previsto dalla procedura, porterebbe ad incassare ulteriori 11 milioni di euro». Lo ha detto il presidente di Umbria mobilità, Lucio Caporizzi, ascoltato lunedì in audizione davanti al Comitato regionale per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale. Oggetto, proprio il punto della situazione finanziaria della società e gli esiti del bando pubblico di vendita.

Ulteriori passaggi «Per perfezionare la vendita, cosa che dovrebbe avvenire nei primi mesi del 2014 – ha aggiunto Caporizzi – serviranno ulteriori passaggi: vanno valutati i biglietti emessi, ottenuto il nulla osta dell’antitrust e serve l’asseverazione del piano di rilancio dell’azienda». Per ciò che riguarda la situazione finanziaria dell’azienda, il presidente di Umbria mobilità ha sottolineato che «è ancora segnata dall’assenza di cassa determinata dalla mancanza di apporti rilevanti di liquidità, nonostante il contributo della Regione Umbria, dato che al contempo c’è stata infatti una forte riduzione degli affidamenti da parte delle banche».

«Le operazioni messe in atto e il senso di responsabilità di personale e sindacati – ha concluso il presidente – hanno permesso di arrivare alla fine del 2013, anche se va ancora affrontato lo scoglio dei pagamenti di fine anno. Resta il problema dei crediti verso ‘Roma tpl’: nel 2013 dovevano tornare 20 milioni di euro, invece sono arrivati solo 5 milioni oltre a 4 del Comune di Roma per l’adeguamento del contratto nazionale. Si tratta di un contesto critico, con la società Atac che ha bloccato i pagamenti in seguito alle inchieste della magistratura».