Quantcast
martedì 7 dicembre - Aggiornato alle 02:02

Uj, concerti gratis a ‘numero chiuso’. «Meno spettatori per evitare effetto-mandria»

Il questore Messina: la paura può provocare effetti drammatici, limiteremo gli accessi in piazza col contapersone

di Enzo Beretta

Umbria Jazz 2017 sarà diversa dalle precedenti edizioni. «Non ci sarà più totale e assoluta libertà – dice il questore di Perugia, Francesco Messina -. Qualche limitazione tornerà utile affinché tutto avvenga senza problemi».

Cosa intende per ‘limitazioni’?
«La congiuntura riguarda fenomeni come il terrorismo e la polizia sta mettendo a punto misure per garantire la sicurezza degli spettatori. L’effetto-mandria in piazza San Carlo a Torino non è addebitabile al terrorismo ma la paura ha provocato conseguenze drammatiche. Perciò, in alcuni casi, anche nelle piazze dove si terranno concerti gratuiti limiteremo il numero degli accessi».

Si spieghi meglio.
«Superato un certo numero non si entra più. Già lo facevamo nelle arene durante gli show a pagamento. Quest’anno col conta persone adotteremo un meccanismo che impedirà il sovraffollamento anche in quelle pubbliche. Se in un’area entra molta più gente di quanto quell’area possa contenerne dinanzi all’effetto-mandria nessuno si controlla più. In un’area dove entrano 500 persone non possono essercene 5 mila…».

E le file ai varchi della gente che spingerà per entrare?
«Qualche coda è possibile che ci sia, sarà nostro compito evitare criticità nell’ordine pubblico. Studiamo per impedire incidenti. Creare il recinto ha un senso quando serve a garantire la sicurezza di tutti e valuteremo sul campo per l’intera durate della kermesse quando e come applicare i varchi. Uj ha una dimensione libera ma dobbiamo trovare una via di mezzo che favorisca lo svolgimento del festival per come è stato concepito, nelle vie del centro storico, e allo stesso tempo contemperando quest’interesse alle esigenze della sicurezza. Alcune iniziative non potranno essere realizzate ma Uj non cambierà. Non creeremo zone rosse ma ci saranno passaggi obbligati per filtraggi e controlli».

Non tutti sono favorevoli ai concerti nel centro storico…
«Nessuna controindicazione a mantenere manifestazioni nel centro di Perugia ma ci vuole una moratoria da parte degli organizzatori che devono conoscere i limiti oltre i quali si creano problemi pubblici. Gestire decine di migliaia di persone a Pian di Massiano, Campovolo o Modena Park è molto più semplice. Anni fa ho assistito a un concerto di Ligabue a Campovolo insieme ad altri 150 mila spettatori. C’era il rocker, alle sue spalle niente, qui invece c’è una città da tutelare. Il nostro obiettivo è limitare le limitazioni ma un minimo ce ne vogliono se si pensa alla massima esigenza di sicurezza. Attraverso il conta persone consentiremo alla gente di assistere agli spettacoli nel miglior modo possibile. La godibilità degli eventi è il nostro secondo obiettivo da raggiungere. Umbria Jazz, come d’altronde Eurochocolate, vanno regolamentate in termini di sicurezza».

Quindi in autunno conterete anche i mangiatori di cioccolata?
«Sarà tutto più ordinato. E sicuro».

E cosa ne pensa del concertone di Radio Subasio? Il suo predecessore fu piuttosto critico…
«Potrebbe essere ripetuto ma a condizioni certamente diverse. Quel concerto è servito agli organizzatori ma ha sacrificato Perugia. Se il richiamo della gente non valorizza la città può diventare rischioso e potenzialmente molto pericoloso. Deve alzarsi il livello della sensibilità».

Per Uj chiederà uomini al ministero?
«Neanche troppi».

Qual è il livello di allerta?
«Abbastanza alto. Lo stesso di una partita di calcio ma non c’è particolare pericolosità. Il nostro impegno sarà costante e prolungato, lo schema sarà mobile se i concerti si terranno all’Arena Santa Giuliana, in piazza IV Novembre, ai giardini Carducci o al teatro Morlacchi. In questo momento storico la gente ha bisogno di sicurezza e la polizia è in strada proprio per questo».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.