Una manifestazione contro la guerra a Perugia (©Fabrizio Troccoli )

Sono più di 500 i bambini e i ragazzi ucraini ospitati nelle scuole dell’Umbria. Secondo l’ultimo report del ministero dell’Istruzione, aggiornato a lunedì, nella regione si parla di 525 studenti (pari al due per cento del totale nazionale) distribuiti in 84 scuole. In totale in Italia sono 22.788 i bambini e i ragazzi ospitati in oltre 4.200 plessi.

La riunione Martedì intanto si è riunito il Centro operativo regionale durante il quale è stato sottolineato che «dopo un primo momento caratterizzato da un costante flusso di arrivi di richiedenti aiuto, la situazione sul territorio regionale tende a stabilizzarsi». Dal 24 febbraio a oggi sono 3.244 i cittadini ucraini che hanno richiesto il codice Stp o il codice fiscale per accedere ai servizi sanitari, 93 dei quali hanno deciso di rientrare nel paese invaso dalla Russia. Per quanto riguarda il fronte sanitario, un bambino è nato negli scorsi giorni a Foligno mentre nel fine settimana una persona, in arrivo con un volo dalla Polonia, è stata ricoverata al Santa Maria di Perugia per ricevere le cure necessarie.

Il sostegno «L’incontro del Cor – è detto in una nota della Regione – è servito anche per un confronto sull’implementazione della piattaforma “Offroaiuto”, sull’avviso relativo all’accoglienza diffusa, quindi alla piattaforma per il contributo al sostentamento, con un focus sull’obbligo scolastico per i minori». «Da qualche giorno – ha spiegato la dirigente della Protezione civile – è attiva in ucraino, inglese e italiano la piattaforma per richiedere il contributo di sostentamento». Un sostegno (da 300 euro al mese per adulto più 150 euro in caso di presenza di minori) destinato a chi ha trovato una sistemazione autonoma, anche presso parenti, amici o famiglie ospitanti. La durata massima è di 90 giorni dalla richiesta di permesso di soggiorno per protezione temporanea e può avvenire entro il 30 settembre 2022.

LA PIATTAFORMA PER GLI AIUTI

La piattaforma Nel frattempo è stata anche attivata una piattaforma per raccogliere le offerte di aiuto per servizi (ad esempio mediazioni linguistiche, insegnamento, supporto psicologico), beni o ospitalità. Per beni e servizi, le offerte sono esclusivamente a titolo gratuito. Per l’ospitalità va indicato l’eventuale contributo finanziario richiesto. Il singolo cittadino può offrire solo ospitalità e servizi, non beni perché la loro raccolta e distribuzione sarebbe eccessivamente gravosa.

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