Ci sono anche gli umbri Spoleto e Terni nella lista degli 87 Tribunali che l’Associazione nazionale magistrati ha indicato come sopprimibili per ridisegnare la geografia giudiziaria in modo tale che siano cancellati i palazzi con meno di trenta giudici e dieci magistrati. La proposta Anm include, tra le altre cose, la facilità di passaggio di carriera tra Pm e giudici. La separazione netta tra magistratura requirente e giudicante, al contrario, era il cuore della revisione costituzionale recentemente bocciata dall’elettorato italiano.

I magistrati chiedono all’esecutivo Meloni massicci investimenti soprattutto in termini di organico; i numeri dell’Italia sarebbero, in tal senso, i peggiori d’Europa. Secondo i dati Anm, ogni pubblico ministero italiano deve gestire un carico mostruoso di 1.192 casi ogni anno. Nel Vecchio continente la media è di appena 204 fascicoli. Per questo motivo, la richiesta prioritaria al Governo prevede l’ingaggio di 1.000 nuovi magistrati ogni anno per i prossimi cinque anni. Misure, queste, ritenute indispensabili ridurre i tempi infiniti delle aule e garantire processi rapidi.

Nel pacchetto di riforme proposte non manca una revisione profonda del codice di procedura penale (cod. proc. pen.) e del codice di procedura civile (cod. proc. civ.). La parola chiave, in questo senso, è ‘depenalizzazione’. Togliere dal circuito giudiziario i fatti meno gravi, secondo Anm permetterebbe di concentrare le risorse sui reati che allarmano davvero la collettività.

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