È sottoscritto da 31 sindaci il documento sulle criticità dei trasporti ferroviari che stanno interessando una vasta area interregionale tra Umbria e Toscana che gravita sulla linea Firenze-Roma. Il documento, che tra le altre cose chiede di «ripristinare il passaggio di regionali e Intercity sulla Direttissima e istituire un tavolo interregionale», è stato inviato al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, al presidente di Trenitalia Stefano Cuzzilla, alla presidente di Rfi Paola Firmi, ai presidenti delle commissioni Trasporti della Camera dei Deputati, Salvatore Dedda, e del Senato della Repubblica, Claudio Fazzone, e ai presidenti delle Regioni Umbria e Toscana, Stefania Proietti ed Eugenio Giani.

I sindaci firmatari Il documento è stato firmato dai sindaci Roberta Tardani (Orvieto), Gianluca Sonnini (Chiusi), Luciano Meoni (Cortona), Luca Cupello (Allerona), Giovanni Ciardo (Alviano), Leonardo Fazio (Attigliano), Damiano Bernardini (Baschi), Andrea Garbini (Castelgiorgio), Daniele Longaroni (Castelviscardo), Simone Barbanera (Fabro), Luigi Maravalle (Ficulle), Marco Morresi (Giove), Giampiero Lattanzi (Guardea), Alessandro Dimiziani (Lugnano in Teverina), Federico Gori (Montecchio), Paolo Garofani (Monteleone d’Orvieto), Sebastiano Caravaggi (Montegabbione), Valentino Filippetti (Parrano), Stefano Paoluzzi (Penna in Teverina), Marco Conticelli (Porano), Marsilio Marinelli (San Venanzo), dai sindaci della Valdichiana Senese, Grazia Torelli (Chianciano Terme), Roberto Cottini (Cetona), Michele Angiolini (Montepulciano), Manolo Garosi (Pienza), Agnese Carletti (San Casciano dei Bagni), Francesco Landi (Sarteano), Edo Zacchei (Sinalunga), Giacomo Grazi (Torrita di Siena), Andrea Franci (Trequanda) e dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi in qualità di presidente della Provincia di Terni.

Le richieste Queste le richieste contenute nel documento: il ripristino immediato del passaggio dei treni Intercity e Regionali sulla linea Direttissima tra Orte e Settebagni, per garantire tempi di percorrenza competitivi ed equi, la pianificazione trasparente degli interventi infrastrutturali, con comunicazione preventiva a utenti e Comuni, l’istituzione di un tavolo permanente interregionale, con la partecipazione delle Regioni Umbria e Toscana, delle amministrazioni comunali coinvolte, di Rfi, Trenitalia e del Ministero, per affrontare tempestivamente le emergenze e definire una strategia condivisa per un servizio ferroviario integrato, regolare e competitivo, la tutela e valorizzazione dei servizi Obbligo di Servizio Pubblico, garantendo loro accesso prioritario e non residuale alla linea veloce, nel rispetto del principio di servizio pubblico e dell’equità territoriale.

Disagi ferroviari Il documento «parte da un’analisi del contesto che si è venuto a creare negli ultimi mesi dopo i lavori sulla rete ferroviaria che hanno causato frequenti soppressioni, ritardi e riduzioni di frequenza dei treni Intercity e Regionali e il dirottamento dei convogli, come l’IC 598, sulla linea lenta tra Orte e Settebagni, con allungamenti dei tempi di percorrenza», si legge nel comunicato del Comune di Orvieto. «Modifiche introdotte come temporanee e diventate strutturali – scrivono i sindaci –  escludendo i treni Intercity e Regionali dalla linea Direttissima a favore dell’Alta Velocità, in contrasto con gli accordi quadro sottoscritti tra il Gestore della Infrastruttura Ferroviaria e le Regioni Umbria e Toscana, ma ancor di più perché non garantisce il principio di equità e universalità dei servizi pubblici sovvenzionati».

Diritto alla mobilità «In territori che affrontano fenomeni di spopolamento, contrazione demografica e difficoltà di accesso ai servizi – si legge ancora – la disponibilità di collegamenti ferroviari efficienti e accessibili rappresenta una condizione essenziale per garantire il diritto alla mobilità, sostenere la residenzialità e promuovere sviluppo economico e coesione sociale. Oltre alla risoluzione delle criticità contingenti, si ritiene essenziale costruire una prospettiva di medio-lungo termine per il miglioramento del trasporto ferroviario lungo l’asse Firenze-Roma. Tale visione dovrà includere investimenti infrastrutturali mirati alla modernizzazione delle stazioni intermedie e all’aumento della capacità di linea, interconnessioni efficienti tra servizi a lunga percorrenza, regionali e locali, politiche incentivanti la residenzialità e la mobilità sostenibile nelle aree interne servite dalla tratta ferroviaria». I Comuni firmatari chiedono pertanto «l’attivazione urgente di un tavolo interistituzionale di confronto operativo, riconoscendo che il diritto alla mobilità ferroviaria deve essere garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dalla dimensione o collocazione geografica del loro Comune».

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